Una tragedia ha scosso profondamente la comunità di Valenzano, trasformando l’attesa per la festa patronale di San Rocco in una giornata di dolore. Nella mattina del 15 agosto, intorno alle 6, è morto sul lavoro Giovanni Faniuolo, 46 anni, co-titolare con i fratelli della storica azienda di Putignano specializzata nella produzione e installazione di luminarie artistiche.
Faniuolo si trovava su un cestello elevatore per completare il montaggio delle luminarie lungo le strade del centro, quando – secondo una prima ricostruzione – avrebbe perso l’equilibrio, precipitando da diversi metri di altezza. L’impatto è stato fatale: immediato l’intervento del 118, ma ogni tentativo di rianimarlo si è rivelato inutile. I carabinieri e i tecnici dello Spesal hanno avviato gli accertamenti per chiarire la dinamica, senza escludere l’ipotesi di un malore improvviso.
Lutto cittadino e festa patronale annullata
La notizia della tragedia ha gettato nello sconforto non solo i familiari e i colleghi di Giovanni, ma l’intera comunità. Il sindaco di Valenzano, Giampaolo Romanazzi, ha annunciato l’annullamento di tutti gli eventi previsti per la tre giorni di festa in onore di San Rocco:
«Non c’erano scelte giuste o sbagliate, dopo quanto accaduto. C’era una strada, secondo me: quella del rispetto. Il rispetto per chi ha perso la vita mentre illuminava le vie del paese per permetterci di onorare il santo patrono. Il rispetto per chi piange una persona che purtroppo non c’è più: la famiglia, i colleghi, chi gli vuole bene. Non doveva accadere. Il rispetto per la tradizione. Nella consegna delle chiavi al Santo Patrono, Valenzano si riconosce in un suo momento storico, salvifico, in grado di tenerci uniti.
È questo lo spirito con cui, quest’anno – ha concluso il primo cittadino -, consegno le chiavi della città a San Rocco. Convinto, come sempre, che nei momenti di difficoltà Valenzano sa restare unita.».
Una vita tra le luminarie
Giovanni Faniuolo era cresciuto nel mestiere tramandato dalla sua famiglia, che da decenni realizza alcune delle luminarie più apprezzate nelle feste patronali di tutta Italia. Nei giorni scorsi aveva lavorato a Monopoli per i festeggiamenti della Madonna della Madia e, come sempre, era impegnato in prima persona nelle fasi più delicate del montaggio.
Per questo, la sua morte ha colpito profondamente anche altre comunità pugliesi e meridionali: da Basilicata, Calabria e Sicilia sono giunti innumerevoli messaggi di cordoglio. Amici e colleghi lo ricordano come un uomo appassionato, generoso e instancabile: «Una luce che non si spegne mai», scrivono in tanti sui social.
Sicurezza sul lavoro, una ferita aperta
La tragedia di Valenzano riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro, troppo spesso al centro di cronache di incidenti mortali. La dinamica è ancora in fase di ricostruzione, ma l’episodio richiama con forza la necessità di prevenzione, controlli e formazione costante per chi opera in contesti ad alto rischio.
In attesa degli esiti ufficiali delle indagini, la comunità resta stretta nel dolore per la perdita di un uomo che aveva fatto del suo lavoro un’arte, illuminando con passione le strade delle feste e portando bellezza nelle tradizioni popolari.

