C’è un’idea che fatica ancora a diventare abitudine diffusa: la prevenzione non è un momento isolato, un esame da fare una volta ogni tanto, ma un percorso che attraversa la vita quotidiana, le scelte a tavola, il movimento, i controlli fatti al momento giusto. Nel caso del tumore del colon-retto, una delle neoplasie più diffuse ma anche tra le più prevenibili, questa consapevolezza sta diventando finalmente un modello organizzativo concreto, come dimostra il progetto NutriColon avviato dalla ASL Bari.

Perché la prevenzione del colon-retto è un caso particolare

Il tumore del colon-retto ha una caratteristica che lo rende, dal punto di vista della sanità pubblica, un terreno privilegiato per le politiche di prevenzione: una parte significativa dei fattori di rischio è modificabile attraverso l’alimentazione e lo stile di vita e la diagnosi precoce attraverso lo screening può intercettare lesioni prima che diventino maligne. Questo significa che, a differenza di molte altre patologie oncologiche, esiste un margine di intervento concreto sia sul piano individuale sia su quello della programmazione sanitaria.

È proprio su questa doppia leva, alimentazione e diagnosi precoce, che si costruisce NutriColon: promuovere la salute del colon con la corretta alimentazione, la sperimentazione attiva dal giugno 2026 grazie alla collaborazione tra la UOSVD Screening Colon-Retto e il SIAN Area Nord della ASL Bari, di cui sono responsabili rispettivamente il dottor Alessandro Azzarone e la dottoressa Maria Grazia Forte.

Una prevenzione che riguarda tutti, non solo chi è già malato

Uno degli aspetti più significativi del progetto è l’ampiezza della popolazione coinvolta. La prevenzione, in questo modello, non riguarda soltanto chi ha già ricevuto una diagnosi, ma tre categorie di persone molto diverse tra loro: chi è risultato positivo al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci ma ha una colonscopia negativa per neoplasia, popolazione su cui è possibile intervenire precocemente per modificare i fattori di rischio; i familiari dei pazienti e i soggetti sani con fattori di rischio o sintomi gastrointestinali rilevanti, per i quali sono previste agende endoscopiche dedicate; e i pazienti già operati, inseriti nel follow-up clinico, per i quali l’obiettivo diventa la prevenzione terziaria, ovvero la riduzione del rischio di recidive.

Tre livelli distinti, primaria, secondaria e terziaria, che nel linguaggio della sanità pubblica corrispondono a tre momenti diversi: agire prima che il problema si manifesti, intercettarlo il prima possibile quando compaiono i primi segnali, e accompagnare chi ha già affrontato la malattia per ridurne il rischio di ritorno.

Il ruolo, spesso sottovalutato, del counseling nutrizionale

Sapere cosa mangiare non basta se questa informazione non si traduce in un cambiamento concreto e sostenibile delle proprie abitudini quotidiane. È questo il nodo che il counseling nutrizionale personalizzato, offerto gratuitamente a tutti i partecipanti al progetto NutriColon e ai loro familiari, prova ad affrontare direttamente: non semplici raccomandazioni generiche ma un accompagnamento individuale pensato per trasformare le indicazioni scientifiche in comportamenti realmente applicabili nella vita di tutti i giorni.

Un aspetto che numerosi studi di sanità pubblica indicano come decisivo: le campagne informative da sole, senza un supporto pratico e personalizzato, raramente riescono a modificare in modo duraturo le abitudini alimentari di una popolazione.

Le parole del direttore generale Luigi Fruscio

A sintetizzare il senso di questo approccio è il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio: “Con NutriColon la ASL conferma il proprio impegno nel costruire percorsi sempre più integrati tra prevenzione, assistenza ed educazione sanitaria, mettendo al centro la persona e promuovendo una cultura della salute fondata sulla diagnosi precoce, sulla corretta alimentazione e sull’adozione di stili di vita sani: un’azione di sanità pubblica che parte dalla quotidianità delle persone, dalle loro case prim’ancora che nelle strutture sanitarie”.

Una frase che racchiude bene il cambio di prospettiva che progetti come questo provano a introdurre: spostare il baricentro della sanità pubblica dalla struttura ospedaliera alla casa, dalla cura all’abitudine quotidiana.

Gli incontri “A scuola di nutrizione”

La parte più visibile e diretta del progetto è il ciclo di incontri “A scuola di nutrizione”, articolato in tre appuntamenti: il primo si è svolto il 24 settembre, mentre i successivi sono programmati per il 22 ottobre e il 26 novembre. Rivolti a pazienti, caregiver e familiari, gli incontri offrono strumenti pratici per adottare un’alimentazione equilibrata e stili di vita salutari, riconosciuti tra i principali fattori di prevenzione del tumore del colon-retto.

Il commento della dottoressa Maria Grazia Forte

La dottoressa Maria Grazia Forte, responsabile del SIAN Area Nord, sottolinea proprio la funzione integrata del progetto sui tre livelli di prevenzione: “NutriColon rappresenta un esempio concreto di integrazione tra i tre livelli della prevenzione. Agisce sulla prevenzione primaria, promuovendo la modifica dei fattori di rischio attraverso l’educazione alimentare e sani stili di vita; sulla prevenzione secondaria, valorizzando il ruolo dello screening, del counseling nutrizionale e dei percorsi endoscopici dedicati; e sulla prevenzione terziaria, accompagnando i pazienti con pregresso tumore del colon-retto nel percorso di follow-up con interventi mirati a ridurre il rischio di recidive”.

Perché la prevenzione, quando funziona, resta invisibile

C’è un paradosso che accompagna da sempre le politiche di prevenzione sanitaria: quando funzionano davvero, il loro effetto è invisibile, perché si traduce in malattie che non si manifestano, in diagnosi anticipate che evitano trattamenti più complessi, in vite che proseguono senza interruzioni drammatiche. Un risultato meno immediato da comunicare rispetto a una cura riuscita, ma non per questo meno prezioso.

Progetti come NutriColon rendono visibile proprio questo lavoro silenzioso: costruire, un incontro alla volta, la consapevolezza che la salute del colon, come quella di molti altri organi, si costruisce ogni giorno, molto prima di arrivare in un ambulatorio.

Informazioni sul progetto

NutriColon è attivo dal giugno 2026 grazie alla collaborazione tra la UOSVD Screening Colon-Retto e il SIAN Area Nord della ASL Bari. Il ciclo di incontri gratuiti “A scuola di nutrizione” prosegue con due appuntamenti, in programma il 22 ottobre e il 26 novembre, rivolti a pazienti, caregiver e familiari.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista

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