L’8 settembre il Tribunale amministrativo regionale discuterà l’istanza cautelare presentata da un comitato cittadino e sostenuto da tre consiglieri comunali di Noicattaro contro le deliberazioni di Giunta n. 66 dell’11 maggio 2026 e n. 80 del 3 giugno 2026, relative alla “rinuncia volontaria alla concessione dei loculi” nel cimitero comunale. Un’udienza attesa che rappresenta il primo appuntamento giudiziario di una vicenda che, nelle ultime settimane, ha acceso il confronto istituzionale in città.

Cosa prevedono i provvedimenti contestati

Le due delibere impugnate riguardano l’estumulazione dei defunti sepolti da oltre 50 anni nel cimitero comunale, un provvedimento che l’amministrazione guidata dal sindaco Innamorato ha motivato con la carenza di loculi disponibili sul territorio. Una scelta che ha immediatamente sollevato reazioni tra i cittadini, portando alla nascita di un comitato dedicato alla tutela del cimitero.

Il ricorso al TAR è stato depositato formalmente dopo che una precedente diffida legale, trasmessa sempre dal Comitato cittadino insieme a un’istanza di revoca in autotutela degli atti, è rimasta priva di riscontro da parte dell’amministrazione comunale. È a questo punto che l’iniziativa si è spostata sul piano giudiziario, con il deposito del ricorso e la richiesta di sospensione cautelare dei provvedimenti, che il TAR ha calendarizzato per l’udienza dell’8 settembre.

Il ruolo del Comitato cittadino e dei consiglieri comunali

Alla base del ricorso vi è l’azione del Comitato cittadino per la tutela del cimitero di Noicattaro, che ha raccolto un’ampia adesione tra i cittadini, insieme al sostegno di tre consiglieri comunali: Massimiliano Antenore, Giuseppe Ciavarella e Maria Grazia Tritto. Un’iniziativa che i tre definiscono trasversale, capace di unire sensibilità politiche diverse attorno alla tutela della memoria storica della comunità e dei diritti delle famiglie coinvolte.

“Abbiamo ritenuto doveroso sostenere questa battaglia – spiegano i consiglieri – perché riguarda non solo profili giuridici, ma anche valori profondi della nostra comunità, legati al rispetto dei defunti e alla memoria delle famiglie”. In parallelo al ricorso, i tre consiglieri hanno trasmesso una nota al Prefetto, informandolo della proposizione del ricorso e chiedendo di attivare le opportune verifiche sugli atti adottati, in attesa della decisione del TAR fissata per l’8 settembre.

Le posizioni dei consiglieri Antenore, Ciavarella e Tritto

Il consigliere Massimiliano Antenore ha voluto chiarire la natura dell’iniziativa: “Non è una battaglia politica ma una questione di rispetto delle regole e di tutela di un luogo profondamente legato alla nostra identità collettiva. Abbiamo ritenuto necessario sostenere anche economicamente il ricorso, raccogliendo la forte preoccupazione espressa da tanti cittadini”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere Giuseppe Ciavarella, in Consiglio comunale da oltre vent’anni: “In tutti questi anni di esperienza amministrativa non ho mai visto l’adozione di provvedimenti di questo tipo. Parliamo di scelte che incidono profondamente sui diritti delle famiglie. Ciò che lascia perplessi è che l’amministrazione ha avuto quasi dieci anni per programmare la gestione della carenza di loculi, salvo poi intervenire solo oggi con atti così impattanti”.

Un’analisi condivisa dalla consigliera Maria Grazia Tritto, che pone l’accento sul valore simbolico e identitario della vicenda: “Le tombe storiche non sono semplici manufatti: custodiscono la memoria di chi ha costruito Noicattaro. Cancellarle significa spezzare un legame con il nostro passato. Una comunità che dimentica la propria storia è una comunità più povera: il rispetto per chi ci ha preceduto è un dovere morale prima ancora che amministrativo”.

La diffida e l’istanza di revoca erano state predisposte con il supporto degli avvocati Vito Lacoppola e Fabio Diserio, ai quali i consiglieri hanno rivolto un ringraziamento per il lavoro svolto.

Un secondo fronte: il project financing cimiteriale

Alla vicenda delle estumulazioni si affianca, nello stesso periodo, un ulteriore elemento critico che coinvolge l’amministrazione comunale: la recente determinazione della Città Metropolitana ha infatti sancito l’esclusione dell’unica offerta presentata e l’esito negativo della gara relativa al project financing cimiteriale. Il sindaco Innamorato ha provato a fornire chiarimenti sulla vicenda attraverso i propri canali social ma i consiglieri Antenore, Ciavarella e Tritto avevano già provveduto, in precedenza, a interessare formalmente il Prefetto anche su questo secondo fronte.

Una coincidenza temporale che, secondo i consiglieri, rende ancora più necessaria una verifica approfondita sulla gestione complessiva delle politiche cimiteriali del Comune, in un momento in cui la questione dei loculi disponibili resta comunque irrisolta.

L’appuntamento dell’8 settembre

Il prossimo passaggio formale della vicenda è fissato per l’8 settembre, data in cui il TAR discuterà l’istanza cautelare di sospensione delle deliberazioni impugnate. Un’udienza che potrebbe determinare, nell’immediato, se le operazioni di estumulazione previste dai due provvedimenti comunali potranno proseguire o se saranno sospese in attesa della decisione di merito sul ricorso.

Una data, dunque, che il Comitato cittadino e i consiglieri promotori del ricorso guardano con attenzione, considerandola un passaggio decisivo per la tutela dei diritti delle famiglie coinvolte e della memoria storica legata al cimitero comunale di Noicattaro. Nelle prossime settimane, in vista dell’udienza, è probabile che la vicenda continui ad alimentare il dibattito pubblico in città, anche alla luce del secondo fronte aperto sul project financing cimiteriale, che aggiunge un ulteriore elemento di attenzione sulla gestione complessiva del cimitero comunale.

Connettiti alla rete barese

Canale Whatsapp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Panoramica privacy

Leggi l'informativa.