Si terrà oggi alle 18.30 nel centro storico, l’evento clou dell’iniziativa dell’amministrazione comunale di Triggiano dedicata al trentennale della strage nella quale morirono Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta. “Capaci di legalità” terminerà oggi con un incontro pubblico alla presenza, tra gli altri, del presidente Michele Emiliano.

Il 23 maggio 1992 un attentato sull’autostrada che dall’aeroporto di Capaci porta alla città di Palermo, causò la morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie e magistrata Francesca Morvillo, e degli uomini della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, quest’ultimo triggianese.

Il sindaco Antonio Donatelli: «Un filo rosso lega la Strage di Capaci di trent’anni fa a Triggiano: Rocco Dicillo, il giovane agente di scorta della Polizia di Stato che morì nell’attentato unitamente a Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo. Le immagini “belliche” che provenivano dalla Sicilia e scossero un’intera nazione investirono direttamente la nostra cittadina in un assolato pomeriggio di maggio di trent’anni fa. Un episodio che ha colpito ed è parte indelebile della memoria collettiva triggianese. Da allora Rocco Dicillo è stato un esempio da seguire per l’intera comunità locale che non ha saltato un anno nelle commemorazioni, sempre caratterizzate da iniziative speciali e mai banali o di semplice routine. Da alcuni anni, la nostra amministrazione ha istituzionalizzato il maggio della legalità triggianese attraverso la manifestazione “Capaci di legalità” che coinvolge i vari ambienti e settori della comunità locale, con particolare riferimento alle scuole del territorio. Anche quest’anno le iniziative sono state diverse e hanno visto come protagonista il centro storico, elevato a teatro naturale delle manifestazioni. Un percorso – conclude il primo cittadino – che intendiamo proseguire e arricchire con il coinvolgimento dell’intera collettività. Rocco è stato l’ispiratore principale del cammino costante della comunità triggianese verso i valori della legalità. Triggiano non dimentica».

La comunità di Triggiano, dunque, non dimentica quanto accadde trent’anni fa e il sacrificio di un suo figlio diventato martire della giustizia. Alle 18.30 nel centro storico l’iniziativa aperta a tutti con gli interventi, insieme al presidente Emiliano e del sindaco Donatelli, di Piero Rossi, garante dei detenuti, Leo Palmisano, sociologo e scrittore, Don Vito Picinonna, prete e direttore della Caritas, e soprattutto di Michele Dicillo, fratello di Rocco.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore, giornalista e consulente in relazioni pubbliche

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