Il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026 si chiude con un risultato netto: a livello nazionale prevale il NO, che si attesta vicino al 60%, segnando un orientamento chiaro dell’elettorato su uno dei temi più delicati dell’assetto istituzionale italiano. In questo quadro, spicca il dato di Rutigliano, in provincia di Bari, che registra il risultato più significativo dell’area metropolitana barese: 66,04% di voti contrari, contro il 33,96% di sì. Un dato che assume particolare rilievo non solo per l’ampiezza del divario, ma anche per il livello di partecipazione.
I numeri del voto a Rutigliano
Nel Comune di Rutigliano si sono recati alle urne 7.421 elettori, su un totale di 14.589 aventi diritto, con un’affluenza pari al 50,87%.
Nel dettaglio:
- NO: 4.865 voti (66,04%)
- SÌ: 2.502 voti (33,96%)
- Schede nulle: 32
- Schede bianche: 19
- Schede contestate: 3
Si tratta di numeri che raccontano una partecipazione significativa, soprattutto considerando la tradizionale difficoltà dei referendum a mobilitare l’elettorato, specie quando i quesiti riguardano materie tecniche come l’organizzazione della giustizia.
Un voto che va oltre il dato politico
Il risultato di Rutigliano si inserisce in un contesto più ampio, in cui il referendum sulla giustizia ha sollevato un dibattito articolato tra giuristi, magistrati, avvocati e mondo politico.
I quesiti referendari, legati a temi come la separazione delle carriere e il funzionamento degli organi di autogoverno della magistratura, hanno posto al centro del confronto pubblico il delicato equilibrio tra indipendenza della magistratura, efficienza del sistema giudiziario e garanzie per i cittadini.
In questo scenario, il voto contrario espresso in modo così netto a Rutigliano appare come una scelta consapevole, maturata anche grazie al confronto pubblico sviluppatosi nelle settimane precedenti al voto.
Il commento del sindaco Giuseppe Valenzano
A commentare il risultato è stato il sindaco di Rutigliano, Giuseppe Valenzano, che ha sottolineato sia il valore della partecipazione sia il significato politico del voto espresso dai cittadini. “Il tema della disaffezione politica trova spesso nelle consultazioni referendarie una conferma evidente. In queste occasioni, l’importanza del voto viene percepita come secondaria, soprattutto quando i quesiti affrontano materie tecniche e complesse che appaiono lontane dalla vita quotidiana delle persone.
Questa volta, però, Rutigliano ha dato una risposta importante: 7.421 cittadini si sono recati alle urne e hanno scelto. È un bellissimo segnale. Un segnale che, pur non esaurendo il nostro impegno quotidiano nel cercare di riavvicinare le persone alla partecipazione politica e alla vita democratica, ci rincuora.
Voglio dire, però, di più: Rutigliano non ha solo scelto. Rutigliano ha detto “NO”. Una scelta chiara che va rispettata e ascoltata. È il segno di un orientamento netto che esprime la volontà dei cittadini su un tema fondamentale: la Costituzione non si tocca senza un confronto ampio, aperto e condiviso. La Costituzione va difesa ogni qualvolta si mette in dubbio la sua autorevolezza”.
Le parole del primo cittadino mettono in evidenza due elementi centrali: da un lato la partecipazione, dall’altro il contenuto politico del voto.
Partecipazione e consapevolezza
Il dato dell’affluenza, superiore al 50%, rappresenta un elemento significativo in un contesto in cui spesso i referendum faticano a coinvolgere gli elettori. A Rutigliano, invece, la partecipazione è stata accompagnata da una scelta netta, che evidenzia come una parte consistente della popolazione abbia ritenuto rilevante esprimersi su un tema complesso come quello della giustizia.
Questo aspetto assume particolare importanza in un momento storico in cui la distanza tra cittadini e istituzioni è spesso oggetto di analisi e preoccupazione.
Il significato del risultato
Il 66,04% di NO rappresenta un orientamento chiaro che va letto anche alla luce del dibattito nazionale. Il referendum sulla giustizia ha infatti toccato questioni che incidono direttamente sull’assetto costituzionale e sul funzionamento delle istituzioni, generando posizioni differenti tra le forze politiche e tra gli operatori del diritto.
A Rutigliano, il risultato sembra indicare una preferenza per la conservazione dell’attuale equilibrio istituzionale, o quantomeno una richiesta di maggiore cautela nel modificare elementi fondamentali del sistema giustizia.
Un segnale per il territorio
Il dato di Rutigliano, il più alto dell’area metropolitana di Bari per il NO, rappresenta anche un segnale politico per il territorio. In un’area caratterizzata da una forte presenza di professionisti, imprenditori e operatori economici, il risultato del referendum può essere letto come l’espressione di una comunità attenta ai temi istituzionali e consapevole delle implicazioni delle scelte normative.
Il voto espresso il 22 e 23 marzo contribuisce quindi a delineare non solo un orientamento politico, ma anche una sensibilità diffusa verso il ruolo delle istituzioni e della Costituzione.
Dopo il referendum
Con la conclusione del referendum, si apre ora una nuova fase del dibattito politico e istituzionale sulla giustizia. Il risultato nazionale e quello locale, come nel caso di Rutigliano, rappresentano un punto di partenza per riflettere sulle future riforme e sul rapporto tra cittadini e sistema giudiziario.
Il dato emerso dalle urne, soprattutto nei territori dove la partecipazione è stata significativa, richiama la necessità di un confronto ampio e condiviso sui temi della giustizia, in grado di coinvolgere istituzioni, professionisti e società civile.

