Si avvia alla conclusione la campagna referendaria in vista del voto del 22 e 23 marzo 2026 sulla giustizia, e Bari si prepara ad ospitare uno degli appuntamenti più rilevanti del fronte del NO.

Venerdì 20 marzo, a partire dalle ore 17.30 (inizio lavori ore 18.00), il Teatro Anchecinema accoglierà l’evento finale della mobilitazione promossa da un ampio fronte di associazioni locali, composte in larga parte da giuristi, avvocati, operatori del diritto e rappresentanti della società civile.

L’iniziativa si inserisce nel dibattito nazionale sui quesiti referendari che riguardano il sistema della giustizia, con particolare attenzione a temi come la separazione delle carriere e il funzionamento degli organi di autogoverno della magistratura, su cui si è sviluppato un confronto acceso nelle ultime settimane.

Un appuntamento che chiude la campagna

L’evento di Bari rappresenta l’ultimo momento pubblico di confronto prima del voto. Una chiusura di campagna che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole essere non solo un’occasione di approfondimento tecnico, ma anche un momento di partecipazione civica.

A promuoverlo sono diverse realtà associative impegnate sul territorio, unite dalla volontà di sostenere le ragioni del NO e di sensibilizzare l’opinione pubblica su un passaggio considerato cruciale per l’assetto del sistema giudiziario.

Il titolo dell’iniziativa, “Giusto dire NO insieme”, richiama esplicitamente l’idea di una mobilitazione collettiva, fondata sul confronto tra competenze giuridiche e impegno civile.

Una platea di relatori tra diritto, giornalismo e cultura

Il programma dell’evento prevede la partecipazione di un ampio parterre di relatori provenienti dal mondo del diritto, del giornalismo e della cultura.

A presentare l’incontro sarà il giornalista Antonio Stornaiolo, mentre tra gli ospiti figurano nomi di rilievo del panorama nazionale, come Corrado Augias, Gianrico Carofiglio, Maurizio De Giovanni, Gabriella Genisi, Peter Gomez, Gad Lerner e Benedetta Tobagi.

Accanto a loro interverranno anche esponenti del mondo accademico, dell’informazione e della società civile, tra cui Sigrido Ranucci, Cinzia Sciuto, Viviana Guarini, Roberto Ottaviano, Lino Patruno e Vito Signorile.

Non mancheranno voci provenienti dal territorio, come Michele Laforgia, Antonello Loiacono, Eugenio Mangone, Augusto Masiello, insieme ad altri professionisti e operatori impegnati nel dibattito pubblico.

Previsti inoltre interventi di Enzo Augusto, Gigia Bucci, Ilaria Casu, Nicola Colaianni, Antonio Diella e Gabriele Tedesco.

Un programma ampio che riflette la volontà di offrire una lettura multidisciplinare dei quesiti referendari, intrecciando analisi giuridiche, riflessioni culturali e testimonianze dirette.

Il ruolo dei giuristi nel dibattito

Elemento centrale dell’iniziativa è il contributo del mondo giuridico. Gli organizzatori sono infatti in gran parte avvocati, magistrati, docenti universitari e studiosi del diritto, direttamente coinvolti, per competenze e attività professionale, nei temi oggetto del referendum.

Il loro intervento punta a fornire strumenti di comprensione ai cittadini, in un contesto in cui la complessità dei quesiti referendari rischia di rendere difficile una valutazione consapevole.

Il confronto si concentrerà in particolare sulle possibili conseguenze delle modifiche proposte, sia sul piano dell’organizzazione della giustizia sia sul rapporto tra magistratura, avvocatura e cittadini.

Un dibattito che va oltre il voto

L’appuntamento del 20 marzo non rappresenta solo una tappa della campagna referendaria, ma anche un momento di riflessione più ampio sul ruolo della giustizia nella società.

Negli ultimi anni il tema della riforma del sistema giudiziario è tornato al centro del dibattito pubblico, alimentato da esigenze di maggiore efficienza, trasparenza e tutela dei diritti.

Il referendum si inserisce in questo contesto, proponendo modifiche che, secondo i sostenitori del NO, potrebbero incidere in modo significativo sugli equilibri istituzionali.

L’incontro di Bari intende quindi offrire una chiave di lettura che vada oltre la dimensione immediata del voto, interrogandosi sulle prospettive future del sistema giustizia in Italia.

Verso il voto del 22 e 23 marzo

Con l’evento dell’Anchecinema si chiude di fatto la fase pubblica della campagna referendaria in città.

Ora la parola passa agli elettori, chiamati a esprimersi il 22 e 23 marzo su quesiti che toccano uno dei pilastri dello Stato: il funzionamento della giustizia.

La partecipazione all’incontro del 20 marzo rappresenterà per molti cittadini l’ultima occasione per approfondire i contenuti del referendum, ascoltare opinioni diverse e formarsi un giudizio consapevole.

In un momento in cui la distanza tra istituzioni e cittadini è spesso al centro del dibattito, iniziative come questa confermano l’importanza del confronto pubblico come strumento di democrazia.

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ViviBari
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