Cosa significa scoprire le proprie origini da adulti? E come è cambiato il peso sociale dell’abbandono in Italia? Sono queste le domande al centro dell’incontro “Riflessioni su maternità, abbandono e adozione” che si terrà lunedì 20 aprile alle ore 17.00 presso la Sala Convegni dell’Ospedale “F. Miulli”.

L’iniziativa, promossa dall’U.O.C. di Neonatologia diretta dal dott. Giuseppe Latorre, si rivolge a cittadini e personale sanitario per affrontare un tema che, seppur spesso taciuto, continua a interpellare la coscienza collettiva e la pratica clinica nei reparti di maternità.

“Fratelli di culla”: la voce di chi cerca le radici

Il fulcro del pomeriggio sarà la proiezione di “Fratelli di culla”, il docufilm del regista Alessandro Piva. L’opera non è solo un racconto cinematografico, ma una preziosa testimonianza storica che dà voce agli adulti cresciuti negli istituti per l’infanzia abbandonata.

Il documentario esplora:

  • La ricerca dell’identità: Il momento destabilizzante della scoperta delle proprie origini, spesso celate per decenni.
  • La storia dei brefotrofi: Uno spaccato dell’Italia dal dopoguerra agli anni ’90, quando migliaia di bambini venivano accolti in istituti a causa delle difficoltà economiche o dello stigma sociale legato alle madri sole.
  • Le barriere legislative: Il complesso nodo della “legge dei cent’anni” e gli ostacoli burocratici che impediscono l’accesso agli archivi.

Il dibattito: esperti a confronto

Dopo la proiezione, il tema verrà approfondito attraverso un dialogo multidisciplinare coordinato dal dott. Latorre. Interverranno:

  • Alessandro Piva, regista del documentario;
  • Marianna Rutili, una delle protagoniste del film;
  • Vincenzo Romano, psicologo;
  • Giuseppe Capozzo, assistente sociale.

L’incontro mira a far emergere il passaggio culturale cruciale dai vecchi modelli istituzionali verso l’affidamento familiare e una maggiore tutela dei diritti del minore, intrecciando la storia dell’accoglienza con quella dell’emancipazione femminile.

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