Narrare per restare vivi, muoversi per ritrovarsi. È ufficialmente partita la fase operativa di “Raccontami una storia e resterai in vita”, l’ambizioso progetto di Health Humanities promosso dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
L’iniziativa, che vede la collaborazione di eccellenze come la compagnia ResExtensa e la Bottega degli Apocrifi, punta a dimostrare come i linguaggi artistici possano diventare strumenti concreti di cura e benessere, superando il confine tra ambito sanitario e umanistico.
Il corpo che sente: il laboratorio di Elisa Barucchieri
Presso gli spazi della Scuola di Medicina, la coreografa Elisa Barucchieri conduce il percorso “Espressione e Consapevolezza Corporea”.
Non si tratta di semplice danza, ma di un’esplorazione del corpo come luogo di memoria ed emozione. Il laboratorio affronta temi profondi come il rapporto tra “sentire” e “non sentire”, collegandosi ai principi della medicina narrativa. L’obiettivo è restituire centralità all’esperienza soggettiva del paziente e del curante, superando la visione del corpo come pura macchina biomeccanica.
- Prossimi appuntamenti: 22, 29 aprile; 8, 12 maggio 2026.
- Orari: Fasce pomeridiane (15.00-17.00 / 17.00-19.00).
L’ironia come cura: la scrittura di Stefania Marrone
Parallelamente, presso la Biblioteca De Gemmis, si sviluppa “Ironia della sorte”, il laboratorio di scrittura ironica condotto da Stefania Marrone. Qui il dolore, sia esso profondo o superficiale, viene preso per mano e trasformato in materia narrativa attraverso la lente dell’ironia. Uno spazio di scrittura collettiva dove il confronto con il gruppo diventa il motore della trasformazione personale.
- Prossimi appuntamenti: 22, 30 aprile; 6, 13, 20 maggio 2026.
- Orari: Mercoledì e giovedì in diverse fasce pomeridiane.
Un’Università che “si prende cura”
Il progetto è coordinato da un comitato scientifico d’eccellenza composto dalle docenti UniBa A. Chiara Scardicchio (direttrice scientifica), Caterina Balenzano, Silvia Mei e Benedetta Saponaro. Il loro lavoro intreccia welfare culturale, umanizzazione delle pratiche sanitarie e ricerca interdisciplinare.
L’iniziativa ha già ottenuto patrocini di altissimo rilievo, tra cui l’Istituto Superiore di Sanità e la Società Italiana di Medicina Narrativa, posizionando l’Ateneo barese come un soggetto d’avanguardia nella “cura culturale” del territorio. Il percorso si concluderà a giugno con un evento finale presso la Sala Murat.

