Il sipario del MAT – Laboratorio Urbano di Terlizzi si prepara a calare su una stagione che ha fatto della prossimità e del linguaggio contemporaneo la sua bandiera. Domenica 12 aprile, alle ore 18:30, la rassegna “Piccoli Salti Mortali – Mappe di appartenenza” giunge al suo epilogo con “sdisOrè”, una produzione del Gruppo UROR che promette di scuotere il pubblico attraverso una rilettura brutale e dissacrante del mito classico. Ideata dal gruppo teatrale Terzo Senso, la rassegna chiude così un percorso dedicato al sostegno dei talenti under 35 e alla creazione di un circuito culturale basato sulla relazione diretta e sulla partecipazione attiva.

Al centro della scena troviamo un’Orestea completamente stravolta, che affonda le radici nella lingua intricata e materica di Giovanni Testori. Quello che attende lo spettatore è un labirinto sonoro e visivo dai toni crudi, erotici e ironici, dove la tragedia greca viene spogliata della sua solennità per diventare carne viva. Un’unica interprete, Evelina Rosselli – il cui talento è stato recentemente consacrato dalla finalissima ai Premi Ubu 2025 nella categoria miglior attrice under 35 – assume su di sé il peso dell’intera narrazione. Come una saltimbanco che incarna lo “spirito del Teatro”, l’attrice trasmuta voce e corpo per dare vita ai quattro protagonisti della vendetta: Elettra, Oreste, Egisto e Clitemnestra.

L’impatto estetico dello spettacolo è affidato a un dispositivo scenico inquietante e potente: l’uso della maschera. Tuttavia, non si tratta di strumenti tradizionali, ma di manufatti in termoplastico dal colore mostruosamente simile alla pelle umana, che disegnano volti ipertrofici e repellenti. Vedremo un Oreste dagli occhi smisurati dialogare con una Clitemnestra che è l’incarnazione del disgusto, mentre Egisto appare come un esoscheletro d’insetto, simbolo di codardia, e una marionetta disperata presta il volto a Elettra. È un gioco di trasformismo grottesco dove la parola di Testori si fa affilata e spietata, indagando quattro universi sonori differenti in un crescendo orrifico e magnetico.

Con “sdisOrè”, il MAT conferma la sua vocazione di spazio aperto alla sperimentazione, offrendo una versione della tragedia che non cerca la catarsi classica, ma preferisce provocare e interrogare lo sguardo contemporaneo. La performance di Evelina Rosselli chiude così un cartellone che ha saputo mappare nuove appartenenze teatrali nel cuore della Puglia, dimostrando come il mito, se maneggiato con coraggio e linguaggi nuovi, possa ancora parlare con una voce di fuoco alle inquietudini del presente.

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ViviBari
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