Il Teatro Kismet di Bari si prepara a un finale di stagione d’eccezione con un sodalizio artistico di altissimo profilo. Lino Guanciale e Gianmarco Saurino saranno i protagonisti di “Flusso”, lo spettacolo che chiude ufficialmente il cartellone serale Rinascenza. Una coproduzione di prestigio che vede insieme Teatri di Bari, Wrong Child Production e Riccione Teatro, pronta a debuttare sabato 11 aprile nella storica sede di strada San Giorgio Martire. La programmazione proseguirà fino al 18 aprile, con repliche serali alle 21:00 e una pomeridiana domenicale (12 aprile) alle 18:00.
Nato dalla penna di Christian Di Furia, lo spettacolo si presenta come una sfida drammaturgica affascinante: un monologo scritto per due attori che incarnano, in realtà, un unico personaggio. Sul palco si consuma l’incontro tra l’uomo e il bambino che è stato (e che ancora abita in lui), confinati in una stanza che si trasforma in un luogo universale, reale e metaforico come i vascelli dei grandi romanzi d’avventura. Il titolo stesso evoca l’acqua che scorre, la materia che attraversa il tempo e lo spazio, segnando inevitabilmente il percorso di ogni esistenza.
Il testo di Di Furia, già vincitore della menzione speciale “Franco Quadri” alla 56ª edizione del Premio Riccione per il Teatro nel 2021, è un’opera lirica e vertiginosa. Al centro del racconto ci sono il senso dell’identità, il mistero del crescere e la riflessione sulla morte, ma soprattutto l’impossibilità di smettere di esistere finché il “flusso” continua a scorrere. A potenziare l’impatto emotivo della pièce saranno le video animazioni di Iole Ciole (curatrice anche della scenografia) e Cristina Zanoboni, che trasformeranno lo spazio scenico in una superficie viva e mutevole.
L’appuntamento non sarà solo teatrale: in occasione della prima nazionale di sabato 11 aprile, il foyer del Kismet ospiterà un book corner curato dall’associazione culturale “Un panda sulla luna”, offrendo al pubblico l’occasione di approfondire le tematiche dello spettacolo tra le pagine dei libri. Con Guanciale e Saurino diretti da un testo così premiato, Bari si conferma centro nevralgico di una produzione teatrale capace di indagare le pieghe più intime dell’animo umano con linguaggi moderni e multidisciplinari.

