“Il teatro è un’esperienza viva, capace di connettere le persone e interrogare il nostro tempo”. Con queste parole Willem Dafoe, celebre attore e Direttore Artistico del Settore Teatro della Biennale di Venezia, firma il messaggio internazionale della Giornata Mondiale del Teatro 2026. Un appello che risuona con forza in Puglia, dove la cultura si conferma motore di coesione sociale e partecipazione diffusa.
Istituita nel 1962 dall’ITI UNESCO, la ricorrenza del 27 marzo rappresenta un momento di riflessione globale sul ruolo dell’attore e della scena. In Italia, il cuore delle celebrazioni batte proprio in Puglia, a Lecce, presso la sede dell’ITI presieduta da Fabio Tolledi (Astràgali Teatro), che ribadisce come il teatro sia, prima di tutto, un bisogno collettivo della comunità.
Una rete di oltre 70 comuni
Puglia Culture coglie l’occasione per tracciare il bilancio di una missione che va oltre l’intrattenimento. “Accogliamo con profonda condivisione il richiamo di Dafoe alla responsabilità del teatro”, ha dichiarato il presidente Paolo Ponzio. “Per noi, il teatro non è solo espressione artistica, ma un presidio sociale e civile. Portare la scena in oltre 70 comuni pugliesi significa garantire l’accesso alla bellezza anche nelle periferie e nei piccoli centri, trasformando i territori attraverso la partecipazione”.
L’impegno della Regione e di Puglia Culture si articola su tre pilastri fondamentali:
- Formazione: Investimenti mirati sulla crescita delle competenze e sul coinvolgimento delle nuove generazioni.
- Inclusione: Progetti che utilizzano il teatro come strumento di consapevolezza personale e sviluppo collettivo.
- Cooperazione Internazionale: Una fitta rete di progetti europei che connettono la Puglia con altre comunità straniere nel segno dello scambio culturale.
Difendere il valore pubblico della bellezza
In un’epoca segnata da divisioni e fragilità, il teatro si pone come uno spazio “aperto e interrogante”, capace di scardinare le certezze e alimentare il dialogo. La sfida lanciata da Dafoe e raccolta da Puglia Culture è chiara: proteggere l’arte scenica da derive puramente commerciali per restituirle la sua funzione di bene comune.
“Generando valore pubblico, generiamo bellezza”, conclude Ponzio, invitando i cittadini non solo a essere spettatori, ma abitanti attivi di questi spazi di riflessione. Perché il teatro, oggi più che mai, appartiene a tutti.

