Torna a Bari la Festa dei Popoli, il festival interculturale che da ventidue edizioni promuove l’incontro tra comunità, culture e tradizioni. L’appuntamento è in programma dal 22 al 24 maggio 2026 nel Giardino Princigalli, che per tre giorni diventerà uno spazio aperto di festa, confronto, musica, danze, artigianato, enogastronomia e attività per bambini.
Il tema scelto per questa edizione è “GermogliAzioni”, un invito rivolto soprattutto alle nuove generazioni a coltivare consapevolezza, spirito critico, empatia e attenzione verso i grandi temi sociali, culturali e ambientali del nostro tempo.
La manifestazione è realizzata dal Centro Interculturale Abusuan, dai Missionari Comboniani e da Cgil Puglia, con il patrocinio del Comune di Bari e la collaborazione di una rete ampia di associazioni, comunità straniere, scuole e realtà impegnate sui temi della mondialità, delle migrazioni e del dialogo interculturale.
Saranno oltre 25 i gruppi partecipanti, in rappresentanza di 15 comunità, con più di 10 associazioni e partner solidali, 10 scuole dell’area metropolitana e 4 partner ambientali. Durante le tre giornate saranno presenti anche gli stand enogastronomici con piatti tipici delle diverse comunità straniere.
La Festa dei Popoli è stata presentata questa mattina a Palazzo della Città da Koblan Amissah, referente di Abusuan e organizzatore dell’evento, insieme agli assessori comunali Paola Romano alle Culture e Michelangelo Cavone alla Giustizia, Benessere sociale e Diritti civili, al rettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro Roberto Bellotti, alla presidente del Municipio II Alessandra Lopez, al padre superiore dei Comboniani di Bari Corrado De Robertis, a don Salvatore De Pascale, direttore dell’Ufficio missionario dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, e ad Azmi Jarjawi in rappresentanza della Cgil Puglia.
«Germogliare: questo è il nostro invito per la 22ª edizione della Festa dei Popoli a Bari», ha spiegato Koblan Amissah, sottolineando il valore di un appuntamento che da oltre vent’anni richiama la città all’importanza del dialogo, dell’integrazione e della pace. «Mai come in questo periodo di difficoltà e di scenari di guerra a livello internazionale, crediamo nell’importanza del dialogo tra le culture e le comunità che abitano insieme la nostra città».
Il rettore Roberto Bellotti ha evidenziato il ruolo dell’università come presidio di pace e luogo di riflessione sui conflitti, sulle diseguaglianze e sulle responsabilità collettive. L’assessora Paola Romano ha ricordato come Bari abbia nel proprio DNA la comunione tra popoli, mentre l’assessore Michelangelo Cavone ha sottolineato il valore concreto del dialogo interculturale nella costruzione di una comunità più coesa. Per Alessandra Lopez, la Festa dei Popoli rappresenta un modello di città capace di considerarsi “casa dell’altro”.
Il programma sarà anticipato da “Aspettando Festa dei Popoli”, una serie di appuntamenti collaterali. Si comincia domenica 17 maggio alle ore 10 nel Giardino Princigalli con un clean up dell’area verde, in collaborazione con Plastic Free, Amiu Puglia e la Consulta dell’Ambiente. Lunedì 18 maggio alle ore 19, nella parrocchia del Redentore, si terrà una celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Bari-Bitonto Giuseppe Satriano, con la presenza di religiosi e religiose straniere della diocesi.
Dal 18 al 20 maggio, l’auditorium della Casa dei Padri Comboniani ospiterà un laboratorio per studenti dedicato alle musiche dal mondo, curato da Mamadou Coulibaly, polistrumentista del Burkina Faso, e Federico Lagana, percussionista salentino.
La novità di quest’anno sarà la Marcia dei Popoli, in programma giovedì 21 maggio, in occasione della Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo. Il corteo partirà alle 19 da piazza Umberto, con raduno alle 18.30, e raggiungerà parco Rossani, dove si concluderà con il concerto del quartetto salentino Mascarimirì.
La Festa dei Popoli prenderà il via venerdì 22 maggio alle ore 16 e proseguirà fino a mezzanotte. La prima giornata sarà dedicata soprattutto agli studenti, con le esibizioni delle scuole partecipanti e la restituzione del laboratorio musicale. Sul palco si alterneranno Besmert Mamadou Coulibaly e Federico Lagana, Kora Connection e Sonido Estelar.
Nell’area incontri sono previsti il reading “Giochi dal mondo”, la presentazione del libro “Racconti dal mare” con l’autrice Valeria Patruno e la conferenza “CPR – Centri permanenti per il rimpatrio: tra diritti sospesi e inefficienza”. Per i più piccoli, nello stand Migrantes dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, si terrà il laboratorio “Sguardi di vite”.
Sabato 23 maggio, dalle 18 a mezzanotte, il programma proporrà esibizioni delle comunità e delle associazioni, tra canti, danze, reading e sfilate. Sul palco ci saranno, tra gli altri, Bangla Education Center, Associazione Russa Raduga, Le Ali di Iside, Alma Terra, Samira Oriental Academy, Made in 237 e Le Aquile di Seta – Casa Rozalba. Dalle 20.30 spazio alla musica con I Maltesi, Fabioeledistanze e il percussionista senegalese Ibou Mboye.
Nell’area incontri si parlerà delle politiche regionali per l’integrazione dei cittadini stranieri e del contrasto al caporalato, oltre che di pace e testimonianze dei popoli, con rappresentanti delle comunità iraniana, ucraina, cubana e palestinese.
Domenica 24 maggio, ultima giornata del festival, il palco ospiterà danze e canti bengalesi, canti popolari dal mondo, performance delle comunità filippina, ucraina, africana, giapponese e spagnola, con la partecipazione di Quelli del Taiko, El Barrio Libertad e World Music Project. Dalle 20.30 spazio a Tukurù Project e Quadraccio & BariBanda, progetto che unisce tradizione popolare barese e sonorità contemporanee.
Nell’area incontri sono previsti lo storytelling “Croci dal mare”, in memoria del naufragio di Cutro, e la conferenza “Città sorelle oltre il mare: Bari e Guangzhou, 40 anni di amicizia”, promossa da Origens e Coordinamento Diaspore in Puglia.
Per tutte le giornate saranno attivi laboratori, stand e attività dedicate a bambini e famiglie: collage con sabbia, trecce afro, realizzazione di turbanti e shopper, libri di fiabe dal mondo, improvvisazione sonora e giochi interculturali.
Le comunità partecipanti rappresentano Afghanistan, Albania, Bangladesh, Brasile, Camerun, Colombia, Costa d’Avorio, Etiopia, Filippine, Madagascar, Mauritius, Palestina, Russia, Senegal, Siria e Ucraina.
Con la 22ª edizione, la Festa dei Popoli conferma il proprio ruolo nel calendario culturale e sociale barese: non solo un momento di festa, ma un’occasione per raccontare una città che cresce attraverso l’incontro, la partecipazione e il riconoscimento della dignità di ogni persona.

