Dal 15 maggio alla Biblioteca “Rogadeo”, 34 opere mai esposte prima svelano la formazione giovanile del maestro. Un viaggio tra rigore tecnico e studi rinascimentali.

Bitonto accende i riflettori su un tesoro nascosto del suo cittadino più illustre nel campo delle arti figurative. Dal 15 maggio al 21 giugno 2026, la Biblioteca Comunale “Eustachio Rogadeo” ospiterà la mostra “Francesco Speranza – Disegni inediti (1921-1924)”.

L’esposizione, organizzata dal Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto e inserita nel cartellone comunale “OMaggio a Bitonto”, presenta per la prima volta al pubblico una collezione di 34 disegni realizzati da Speranza durante il suo apprendistato all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Le radici di un talento: tra Napoli e il Rinascimento

La raccolta offre uno sguardo privilegiato sulla genesi artistica di Speranza, prima del suo trasferimento a Milano e della consacrazione a Brera. Si tratta di studi accademici che ritraggono sculture e bassorilievi di epoca rinascimentale, lavori in cui è già possibile rintracciare gli elementi distintivi della sua arte:

  • Rigore Tecnico: Una precisione quasi millimetrica nel tratto.
  • Aderenza al Vero: Un’attenzione estrema al dato reale che accompagnerà l’artista per tutta la carriera.
  • Il Dono: Le opere sono state donate al Centro Ricerche dal socio Lorenzo Maffei, permettendo così alla comunità di riappropriarsi di un tassello fondamentale della propria identità culturale.

Francesco Speranza: il pittore della luce pugliese

Nonostante una carriera che lo ha portato a esporre alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, l’arte di Speranza attraversa oggi una fase di ingiusta sottovalutazione. Il maestro è celebre soprattutto per aver immortalato i paesaggi della Puglia del Novecento: visioni assolate, nostalgiche e quasi trasognate che hanno contribuito a creare l’immaginario collettivo della nostra terra.

Oltre all’esposizione, il progetto prevede un approfondimento scientifico sull’ambiente artistico napoletano degli anni Venti, rendendo omaggio a un autore che il Centro Ricerche ha scelto di celebrare quest’anno anche attraverso la propria tessera sociale.

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ViviBari
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