Inaugurata a Bari, al Teatro Margherita, la mostra “Mi Racconto. Il potere terapeutico delle parole”, promossa dalla Breast Unit dell’Ospedale Santa Maria di Bari per rappresentare la dura realtà della malattia. Attraverso 14 scatti fotografici, infatti, vengono raccontate le storie di quelle delle donne che hanno incontrato sulla loro strada il tumore al seno e che lo hanno affrontato, a volte con forza e coraggio, altre con tutta la fragilità che la malattia, scavando nel profondo, fa emergere.

La mostra, gratuita per i visitatori dell’esposizione Real Bodies Experienceè concepita come un percorso interattivo e sensoriale, un’esperienza immersiva. “Mi Racconto. Il potere terapeutico delle parole…”, frutto del progetto di medicina narrativa fortemente voluto da Eleonora Sansavini, amministratore delegato di Ospedale Santa Maria di Bari, e dalla dott.ssa Antonietta Ancona, responsabile della Senologia di Ospedale Santa Maria di Bari, vuole coinvolgere i visitatori in una riflessione sul senso della vita e sull’importanza di una medicina sempre più vicina alla persona, per essere veramente universale e aprire le porte alla speranza, non disattesa, di avere sempre una seconda possibilità.

Le immagini in mostra sono frutto dell’interpretazione fotografica del racconto delle esperienze delle donne che hanno partecipato al progetto di medicina narrativa inaugurato dalla Breast Unit di Ospedale Santa Maria di Bari: un approccio terapeutico che fa leva sulla scrittura autobiografica delle proprie emozioni. Raccontare tramite la scrittura le proprie esperienze è un metodo efficace per riflettere, elaborare e integrare vissuti particolarmente significativi come quello del tumore al seno. La volontà è quella di far convergere sempre di più la sfera emotiva a quella personale nell’ambito della cura. Tutto ciò è stato raccolto anche nel libro “Mi Racconto”, che sarà disponibile presso la Breast Unit di Ospedale Santa Maria di Bari. Realizzati dal fotografo veronese Maurizio Marcato, gli scatti catturano in un fermo immagine tutta la forza delle emozioni di chi ha già superato e di chi sta affrontando questa battaglia, narrano un percorso di cura che è prima di tutto un viaggio dell’anima e nell’anima di chi sta combattendo con il tumore al seno. Fotografie potenti per narrare il cambiamento, l’accettazione che non è rassegnazione, la scoperta di una nuova consapevolezza di sé. E il potere della condivisione, per esorcizzare la paura e trasformare l’esperienza in un messaggio di speranza e di prevenzione.

La mostra, e il libro che ne raccoglie immagini e storie, è un laboratorio di medicina narrativa grazie al quale le pazienti attraversano il dolore, lo elaborano e lo trasformano in testimonianza – spiega Eleonora Sansavini, in occasione dell’inaugurazione della mostra che si è tenuta venerdì 16 dicembre -. Raccontando il loro “Io” più intimo fin dal momento in cui scoprono la malattia, mettendosi a nudo, queste donne trasmettono emozioni, condividono pensieri e paure. Tutto ciò ci dà la possibilità di cogliere un punto di vista che non è definibile soltanto attraverso la prospettiva medica tradizionale. Comprendere il dolore significa entrare in relazione con chi lo sta affrontando, riconoscendone l’importanza del vissuto: solo così è possibile valorizzare il percorso di cura di ogni persona”.

“Raccontarsi, attraverso immagini e parole, può essere considerato al pari di una terapia: imparare a riconoscere ed esprimere le emozioni ci aiuta a governarle, è un po’ come svelarsi a sé stessi e agli altri – spiega la dott.ssa Antonietta Ancona –. Nelle immagini e nei racconti di queste donne ci sono paura, sofferenza, ma molto spesso è ancor più forte il riscatto e la voglia di rinascita, la determinazione a reinventarsi in una nuova dimensione più consapevole. In ognuno di questi percorsi narrativi c’è una donna diversa, con una propria identità, una storia e un vissuto unici. Spero che questo progetto possa aiutare le persone che si troveranno a dover intraprendere questo percorso a non sentirsi sole e a ispirare e a far emergere la forza che è in ognuna di loro”.

Contatta ViviBari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *