Questa sera al Teatro Forma di Bari, il batterista barese Fabio Accardi, ospite con la sua FabCrew della rassegna «Last Concerts 2021», presenterà il suo ultimo progetto discografico dal titolo Breathe.

Il Jazz torna al centro della scena, con un occhio ai temi ambientali, questa sera al Teatro Forma di Bari. Nell’ambito della rassegna musicale “Last Concerts 2021” si esibirà Fabio Accardi e la sua crew, composta da Gaetano Partipilo al sax, Claudio Filippini al pianoforte, Francesco Poeti alla chitarra e Giorgio Vendola al contrabbasso.

Il concerto si inserisce nell’ambito della rassegna organizzata dall’associazione culturale Nel Gioco del Jazz, presieduta da Donato Romito, con la direzione artistica di Roberto Ottaviano e il coordinamento di Pietro Laera. Tranne la cover dei Radiohead «Daydreaming», i pezzi sono tutti inediti e compongono un disco (uscito giusto un anno fa) nel quale il jazz moderno viene interpretato all’italiana con temi melodici ben delineati a fare da filo conduttore all’intero lavoro, un invito a respirare profondamente per meglio sintonizzarsi con l’anelito della natura. La formazione, composta da Claudio Filippini al pianoforte, Gaetano Partipilo al sax, Francesco Poeti alla chitarra e Giorgio Vendola al contrabbasso, è praticamente (con l’eccezione di Vendola al posto di Luca Alemanno) la stessa del precedente album «Precious», rispetto al quale Fabio Accardi è tornato a toccare i temi della natura per tracciare un percorso emozionale rivolto all’uomo, con un’esortazione («Breathe») a rimettersi sulla lunghezza d’onda del proprio io e del proprio dio, «per raccogliere tutte le energie necessarie a far vibrare al meglio le corde dell’anima, affinché – spiega Accardi – possa risuonare in modo da guidare il nostro cammino sempre sulla strada giusta, che non è altro che la nostra». Guest della serata sarà la vocalist Serena Fortebraccio, altro talento del jazz pugliese, che sosterrà la band in alcuni passaggi più intimistici del disco, il quinto da leader del compositore e batterista, nel quale si passa dal manifesto spirituale introduttivo dell’album «Let the Earth Breathe» alle atmosfere sognanti di «Once Upon a Time» attraverso i toni fusion di «Bene Mi Fa», le improvvisazioni scattanti di «A Talk with God», le inflessioni bluesy di «Lullaby for a Little Angel» e le aperture di «Seven Wonders» e «Nature Boy».

Un appuntamento da non perdere per ascoltare della buona musica e riconnettersi con la natura. Il tema ambientale è quanto mai centrale nella vita di tutti noi, quindi anche degli artisti, ed è un bene che se ne parli e non si abbassi mai la guardia.

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