La comunità di Acquaviva delle Fonti ha incontrato per la prima volta il nuovo vescovo, Monsignor Giuseppe Russo, nella concattedrale di Sant’Eustachio Martire, in occasione della sua prima concelebrazione eucaristica. Russo: “Si deve avere cura di tutti, anche di noi stessi. È una cosa bella, santa”. Il sindaco Marco Lenoci: “Gli chiediamo una sola cosa, di amarci proprio come un pastore ama il suo gregge e noi promettiamo che lo ameremo allo stesso modo”.

In una Concattedrale di Sant’Eustachio Martire gremita, il sindaco Marco Lenoci, i componenti della Giunta, i consiglieri comunali e le autorità militari hanno partecipato alla concelebrazione eucaristica che ha segnato l’avvio del percorso episcopale di Monsignor Giuseppe Russo, vescovo della diocesi di Altamura, Gravina e Acquaviva.

Il primo cittadino ha accolto il vescovo con queste parole: “Oggi per la nostra comunità è un giorno di festa; in realtà lo è sempre quanto il vescovo della nostra diocesi si reca ad Acquaviva, ma ovviamente oggi per lei e per noi acquavivesi è la prima volta, è il giorno delle presentazioni, un giorno dal sapore speciale, perché si sa che i primi appuntamenti portano sempre tanta curiosità.

Acquaviva, lo vedrà nel corso degli anni eccellenza, è sempre stata vicina al proprio vescovo, ha sempre mostrato affetto e rispetto e non mi riferisco solo al clero, ma anche alle istituzioni ed ai cittadini tutti. E’ pur vero che storicamente Acquaviva qualche responsabilità in più l’ha sempre data ai vescovi per via dell’ospedale Miulli, qualche volta croce ma molto più spesso delizia, eccellenza e vanto del nostro territorio, ma è andata bene in passato e siamo certi che andrà ancora meglio con lei che ha una formazione ed un’esperienza che in pochi possono vantare.

Ma sia chiaro eccellenza, tra le tante responsabilità che lei avrà non ci vogliamo mettere le nostre aspettative perché, per parafrasare quello che lei ha detto nel corso dell’omelia di ieri mattina, e che mi ha particolarmente colpito, non le chiediamo di essere il vescovo che tutti vorrebbero, di essere il vescovo perfetto, anche perché la perfezione, si sa, non è di questo mondo, ma le chiediamo una sola cosa, di amarci proprio come un pastore ama il suo gregge e noi le promettiamo che la ameremo allo stesso modo e se poi nel corso degli anni ci sarà qualche errore o qualche incomprensione, confidiamo nella grazia di Dio che ci illuminerà e ci farà superare sempre tutti gli ostacoli”.

Monsignor Giuseppe Russo ha ringraziato il sindaco Marco Lenoci e nella sua omelia è partito dall’idea stessa di cura. “Scelgo in tema della cura, chi non si cura muore – ha esordito il presule –. Ai tempi di Mosè i lebbrosi erano respinti ma anche noi nel recente passato abbiamo vissuto il Covid, con tutte le sue conseguenze, e siamo stati costretti ad isolarci gli uni dagli altri. Si deve avere cura di tutti, anche di noi stessi. È una cosa bella, santa. Non in modo esagerato ma sì bisogna avere cura, non solo della salute fisica ma anche psicologica. Tutti possiamo vivere momenti complicati, possiamo essere presa dell’angoscia ed è terribile perché invade l’anima di una persona.

Ci si può liberare dell’angoscia anche con cose semplici come parlare con un amico o leggere un libro. Poi bisogna prendersi cura degli altri. Il sorriso è il nostro primo linguaggio, rasserena anche chi lo guarda. Quando prestiamo attenzione ci accorgiamo che il nostro fratello o la nostra sorella ha un problema. Poi, giustamente la cura dei malati.

Il Miulli rappresenta in questo territorio una situazione che rimanda a tutte le condizioni di sofferenza. L’attenzione alla persona è fondamentale, medici e infermieri devono prendersi cura davvero degli altri. So che ci sono problemi di risorse ma c’è anche un problema di cultura. In tutti i settori nei quali operiamo, attiviamo corsi di formazione per la crescita umana e spirituale delle persone” ha concluso Russo.

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