Per un tifoso del Bari, ci sono domande che valgono più di un documento d’identità. La più iconica, quella che separa i “fedelissimi” dai semplici spettatori, dà il titolo all’ultima fatica letteraria di Cristiano Carriero: «Tu stiv a Bari – Cittadell’?».

Il volume, edito da Giulio Perrone Editore (collana Vecchie Maniere), non è un semplice almanacco sportivo, ma un romanzo corale che attraversa decenni di storia cittadina attraverso la lente della passione calcistica.

Carriero, scrittore e comunicatore barese “purosangue”, ha selezionato 31 partite non per ricostruire una fredda cronologia, ma per tracciare un percorso emotivo. Il Bari diventa così uno specchio in cui osservare il tempo che passa: i padri che invecchiano, i figli che scoprono lo stadio per la prima volta e una città che cambia pelle.

Il libro è frutto di una ricerca profonda, arricchita dal contributo storico di Francesco Costantini (storica firma della Gazzetta del Mezzogiorno), che ha aiutato a recuperare perle rare e dettagli quasi dimenticati:

  • Bari-Colleferro e Bari-Torino (1947): Il racconto di un’Italia che ripartiva nel pieno del boom economico.
  • Arpad Weisz: Un capitolo intenso dedicato all’allenatore ebreo deportato, a testimonianza di come il calcio sia intrecciato inestricabilmente alla Storia civile.
  • Bari-Parma (1997): La partita vissuta nel clima surreale del giorno della morte di Lady Diana.

Il fulcro narrativo resta quel 21 aprile 2002. Una partita ai limiti dell’assurdo: 51 paganti, pioggia torrenziale e una vittoria sofferta contro il Cittadella. Per Carriero, quel momento rappresenta il “marchio di appartenenza” definitivo: esserci stati quando non c’era nessuno è l’atto d’amore supremo verso la maglia.

Non manca il dolore più recente: la finale playoff del 2023 contro il Cagliari. Quei minuti finali al San Nicola vengono descritti come un vero e proprio “Maracanazo barese”, un trauma collettivo fatto di silenzi improvvisi e lacrime infantili, trasformando una sconfitta sportiva in pura letteratura generazionale.

La struttura del libro è circolare. Si apre con il celebre Inter-Bari 2-3 del 1998 — con il treno di tifosi diretto a San Siro — e si chiude con un sogno a occhi aperti: l’esordio (immaginario ma necessario) in Champions League a Bodø/Glimt, nel punto più a nord del Circolo Polare Artico.

«Il Bari non è una squadra ricca di grandi imprese, ma è sicuramente una squadra di grandi sentimenti», spiega l’autore. «In questo libro ho cercato ogni appiglio possibile per raccontare le epoche che abbiamo vissuto».

Ad impreziosire l’opera sono due firme che hanno fatto la storia del club:

  • Prefazione di Alessandro Gazzi: Un viaggio sensoriale tra l’odore della focaccia e il vento del lungomare durante le sue sette stagioni in biancorosso.
  • Postfazione di Sandro Tovalieri: Il “Cobra” rievoca l’impatto con l’astronave del San Nicola e il legame indissolubile con la tifoseria.

L’Autore Cristiano Carriero, già autore di diversi volumi sulla squadra (tra cui Che storia La Bari e Tanto non capirai), conferma con questo lavoro la sua capacità di trasformare la passione sportiva in narrazione civile. Un libro dedicato a chi sa che il calcio è, molto spesso, solo un pretesto per parlare di vita.

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ViviBari
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