Sono oltre 25.000 gli elettori triggianesi chiamati alle urne domenica 25 e lunedì 26 maggio per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Dopo il periodo di commissariamento seguito alla fine anticipata della precedente consiliatura, terminata con l’arresto dell’ex sindaco Antonio Donatelli, la città si appresta a scegliere chi guiderà l’amministrazione per i prossimi cinque anni.
Tre i candidati in corsa, ma a sorprendere è l’assenza del centrodestra, che ha ritirato ufficialmente la propria candidatura nelle scorse settimane. A segnare il passo indietro è stato Onofrio D’Alesio, giornalista, che avrebbe dovuto guidare la coalizione di centrodestra. La sua decisione di fare un passo indietro è stata legata all’annuncio della candidatura di Sandro Cataldo, marito dell’ex assessora regionale ai Trasporti, Anita Maurodinoia, figura che ha generato divisioni interne allo schieramento – ha di fatto lasciato campo libero agli altri tre candidati: Mauro Battista, Michele Cascarano e Pino Toscano.
Mauro Battista, il civico che non si fida dei partiti
Totalmente svincolato da simboli politici, Mauro Battista guida un’alleanza di cinque liste civiche: “Insieme per il futuro di Triggiano”, “Per Triggiano”, “Meglio Battista”, “Siamo Triggianesi” e “Più valore per Triggiano”.
Nel suo intervento finale ha rivendicato l’autonomia dal sistema dei partiti, sottolineando di non aver voluto sul palco figure politiche esterne alla città. Battista ha impostato la sua campagna sulla fiducia diretta dei cittadini, facendo leva sulla sua esperienza di opposizione in consiglio comunale e puntando a un’ “amministrazione snella e vicina alle persone”.
Michele Cascarano, il ritorno con il centrosinistra
Cascarano, già candidato nel 2020, è sostenuto da una coalizione che comprende il Partito Democratico e varie liste civiche come “Progressisti per Triggiano” e “70019 Indirizzo Triggiano”. A supportarlo anche figure di peso del centrosinistra pugliese, come l’ex sindaco Michele Cassano, i deputati Ubaldo Pagano e Marco Lacarra, e il segretario regionale del Pd Domenico De Santis.
Nel suo comizio finale ha puntato su unità, sicurezza e rilancio economico. Tra le sue proposte: una sede per la pubblica sicurezza, il ritorno dei vigili urbani, la creazione di una zona servizi universitaria, e la riorganizzazione del sistema rifiuti.
Pino Toscano, la proposta del Movimento 5 Stelle
Terzo candidato è Pino Toscano, sostenuto dal Movimento 5 Stelle e da tre liste civiche: “Triggiano Possibile”, “Ora orizzonti attivi” e “Triggiano Rinasce”. Toscano ha centrato il suo comizio conclusivo sul tema della discontinuità, proponendosi come voce nuova e indipendente, capace di rompere con il passato amministrativo.
Alla sua prima candidatura da sindaco, ha ricevuto in campagna il sostegno di esponenti nazionali del M5S, tra cui Chiara Appendino e, soprattutto, Giuseppe Conte. Ha promesso tolleranza zero verso l’illegalità, maggiore trasparenza e un approccio deciso nella risoluzione delle problematiche del territorio.
Un’assenza che pesa: il centrodestra fuori dai giochi
L’uscita di scena del centrodestra, causata dal conflitto interno legato alla figura di Sandro Cataldo, ha lasciato un vuoto politico che rischia di influenzare l’esito delle elezioni. L’assenza di una candidatura ufficiale da parte di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia ha ridotto lo scontro a tre protagonisti e rimescolato le carte di un consenso che, alle politiche e regionali, era stato rilevante.
Si vota domenica e lunedì: eventuale ballottaggio l’8 e 9 giugno
Le urne resteranno aperte domenica 25 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 26 dalle 7 alle 15. Lo spoglio comincerà subito dopo la chiusura delle urne. Nel caso alcun candidato raggiungesse il 50% più uno dei voti, si andrà al ballottaggio l’8 e 9 giugno.
Triggiano attende di voltare pagina. Saranno i cittadini, con il loro voto, a decidere quale sarà la prossima direzione da intraprendere e questa volta, a differenza del passato, saranno solo tre le opzioni sulla scheda.

