Fede, memoria contadina e convivialità si fondono a Toritto per la festa di San Giuseppe. Il 18 e 19 marzo 2026, il paese celebra il Santo patrono della famiglia con un programma che affonda le radici nella storia della Confraternita locale (fondata nel 1833) e nell’eredità lasciata dal “Cav. Francesco Benedetto”, figura storica della generosità torittese.

La Vigilia: il rito del fuoco e dei “cnnidd”

Il momento più atteso è fissato per mercoledì 18 marzo. Dopo la celebrazione della Santa Messa (ore 18:30), la comunità si sposterà in Piazza Aldo Moro per la benedizione del pane e dell’altare.

Qui prenderà vita il rito identitario del grande falò, simbolo di purificazione e passaggio stagionale. Accanto alle fiamme, come da tradizione decennale, verranno posizionati i grandi pentoloni per la cottura dei “cnnidd”: la tipica pietanza a base di ceci e fave cotta lentamente sul fuoco vivo. La distribuzione dei legumi e del vino locale trasformerà la piazza in un grande spazio di condivisione popolare.

Musica e tradizione domestica

La serata della vigilia sarà arricchita dall’omaggio musicale degli studenti dell’Istituto “S.G. Bosco – Manzoni”, diretti dal prof. Saverio Di Liso. Giunto al suo quarto anno, il percorso a indirizzo musicale della scuola si conferma un pilastro della vita culturale cittadina, capace di legare i giovanissimi alle tradizioni locali.

Parallelamente ai festeggiamenti in piazza, Toritto aprirà le porte delle sue case:

  • Gli altarini: In molte abitazioni verranno allestiti altari votivi adornati con fiori, ceri e immagini sacre.
  • L’ospitalità: Ai visitatori verranno offerti, secondo antica usanza, le pagnotte votive, i ceci alla cenere e i biscotti tipici, simboli di una provvidenza che si fa accoglienza.

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ViviBari
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