Esiste un’Europa che non appare sulle guide turistiche, fatta di fili spinati, respingimenti tecnologici e infanzie vissute nel fango delle rotte migratorie. È questo il cuore pulsante di “Odissea Minore – Per un’educazione della frontiera”, lo spettacolo che sabato 14 marzo alle ore 21:00 farà tappa al MAT – Laboratorio Urbano di Terlizzi.
L’evento rappresenta il terzo tassello di “Piccoli Salti Mortali – Mappe di appartenenza”, la stagione curata dal collettivo Terzo Senso, capace di trasformare il teatro in uno strumento di cittadinanza attiva e narrazione del reale.
Un viaggio lungo 10 anni di storia
Nato da una ricerca sul campo che ha attraversato l’Europa orientale – da Trieste fino alle coste della Turchia – lo spettacolo è un’opera ibrida. Non solo recitazione, ma un incrocio tra giornalismo narrativo (con la firma di Christian Elia) e cinema documentario (grazie a Cecilia Fasciani).
I protagonisti, Nicola Di Chio e Miriam Selima Fieno, portano in scena il risultato di un’immersione profonda nella rotta balcanica: storie di migliaia di bambini “invisibilizzati” e la cronaca di un ecosistema dove la solidarietà viene spesso criminalizzata e la repressione affidata a software e droni. Il risultato è una drammaturgia visiva e sonora che scuote le coscienze, dando voce a chi, per il mondo, è solo un numero in transito.
Dal palco alla pratica: il laboratorio di teatro documentario
L’esperienza al MAT non si esaurirà con l’applauso finale. Nelle giornate di domenica 15 e lunedì 16 marzo, la compagnia Fieno/Di Chio guiderà un laboratorio intensivo dedicato proprio al teatro documentario. Un’occasione rara per i partecipanti di imparare a costruire una performance partendo da archivi, testimonianze e memorie personali.
Verso il gran finale
La rassegna “Piccoli Salti Mortali”, dopo questo viaggio crudo e necessario tra i confini dell’esistenza, si concluderà ufficialmente domenica 12 aprile con lo spettacolo “sdisOrè” del gruppo UROR, un’immersione nei labirinti linguistici di Giovanni Testori.

