Ieri a Ruvo di Puglia, nella parrocchia Santa Famiglia, ha preso il via il progetto di Fermiconlemani, Ikos e Ruvolab finalizzato alla sensibilizzazione e prevenzione della violenza di genere. Nella serata è stato messo in scena “Incontro psicoteatrale. Oltre la voce prendiamocene cura”.

Da un’idea di Laura Sammataro, l’incontro psicoteatrale che si è tenuto ieri a Ruvo di Puglia, ha dato il via a nuove iniziative. Una su tutte l’installazione di una nuova cassetta help, proprio nella parrocchia Santa Famiglia, in via Einaudi.

Le Voci delle associazioni Fermiconlemani, Ruvolab ed Ikos unite verso un unica meta: diffondere parole ed emozioni che smuovano le coscienze di ognuno di noi. Abbiamo ascoltato con estrema attenzione e sensibilità l’impeccabile e avvolgente esibizione teatrale della grande artista Annabella Giordano che con un monologo toccante ha attraversato prima le vite e storie reali di donne vittima di violenza, storie di abusi di ogni tipo ma anche di rinascita e consapevolezza che ha raccolto e reso fruibili in una splendida esibizione teatrale. In conclusione è stato riprodotto dall’attrice Annabella Giordano il monologo della notissima storia di Franca Rame che, il 9 marzo 1973,  fu costretta a salire su un furgoncino da cinque uomini appartenenti all’area dell’estrema destra, dai quali fu poi stuprata a turno e torturata. All’epoca Franca Rame era molto impegnata insieme al marito, Dario Fo, non solo nell’attività teatrale, ma anche attraverso Soccorso Rosso in favore dei carcerati e in particolare dei detenuti di estrema sinistra. La vicenda fu ricordata a distanza di tempo nell’opera “Lo stupro, del 1981, parte dello spettacolo Tutta casa, letto e chiesa”. Il team di Fermiconlemani ringrazia per questo nuovo ed importante progetto, che avrà modalità e prosecuzione itinerante in altri comuni, l’avvocata Mariatiziana Rutigliani, socia onoraria di Fermiconlemani, per aver con dovizia di particolari organizzato e dato ospitalità per l’inaugurazione del progetto , la professoressa Daniela Poggiolini presidente Ikos e socia onoraria di Fermiconlemani, e le loro associazioni Ruvolab ed Ikos con cui sussiste un rapporto consolidato e fedele  condividendo mission, iniziative e progetti da diversi anni.

Tiziana Cecere, presidente di Fermiconlemani : “Nella prevenzione e nell’analisi delle dinamiche violente è fondamentale avere un focus sugli aspetti emotivi, ciò consente agli operatori di comprendere in che modo gli affetti della vittima influiscano sulla ricerca d’aiuto e come essi si modifichino in seguito alla ricezione di aiuto. Su base statistica a livello europeo per gran parte delle vittime risulta che la sensazione di vergogna  è uno dei motivi che le spinge a non chiedere aiuto. Un ruolo determinate è assegnato anche al senso di colpa, in quanto le vittime tendono a colpevolizzarsi e a considerarsi responsabili della situazione, a ciò si aggiunge la paura costante delle ripercussioni contro la propria persona o le persone care. Tutt’oggi, nonostante le evoluzioni e l’enorme opera di sensibilizzazione nella società fin dalla prima infanzia, per le vittime vale ancora in prima battuta l’aiuto informale, quello di amici, parenti e conoscenti”.

Ciò spesso rappresenta un sostegno inadeguato di fronte alla violenza, comportando incomprensioni, la minimizzazione o la colpevolizzazione della vittima, e rischiando di diminuire la possibilità che la donna intraprenda un percorso di fuoriuscita dalla violenza e richieda il supporto di enti e professionisti competenti e specializzati. Per questo progetti come questo psicoteatrale centrati sulla diffusione delle emozioni possono arrivare piu’ facilmente al cuore delle persone e magari sollecitare una riflessione sulla situazione personale che si sta vivendo in quel preciso momento.”

Tutto ciò che desideri è dall’altra parte della paura”, team Fermiconlemani

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