Il tema della violenza sulle donne non va considerato solo l’8 marzo, è il monito della sezione di Rutigliano dell’associazione nazionale Carabinieri che ha organizzato per oggi, alle 18 nella sala del Museo archeologico in piazza XX Settembre, un incontro sul tema con addetti ai lavori ed esperti del settore.

Interverranno persone coinvolte, a vario titolo, nella lotta alla violenza sulle donne, in particolar modo accentuata negli anni della pandemia che, ovviamente, hanno costretto le vittime a una convivenza forzata con i loro carnefici. Saranno presenti all’evento, moderato dal giornalista Gianni Capotorto, Maria Montanaro, presidente del centro antiviolenza Safiya, le avvocate Isabella Rinaldi e Irma Pastore, Milena Palumbo, assessora alla Cultura e alle Pari Opportunità del Comune di Rutigliano e un delegato dell’Arma dei Carabinieri. Controllo, dipendenza economica, isolamento, abuso sono solo alcune delle forme più subdole della violenza sulle donne. La violenza sulle donne non è solo fisica ma anche psicologica ed economica; conoscere queste violenze e chiamarle per nome è già un modo per iniziare a superarle.

Nicola Barone, presidente della sezione locale di ANC: «Sbagliato ricordarsi delle donne, soprattutto quando sono vittime di violenza, solo in qualche ricorrenza. Abbiamo organizzato questa iniziativa per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dare la possibilità di ascoltare coloro che sono sul campo tutti i giorni. Sentiranno dalla loro voce cosa subiscono le donne costrette a vivere in casa con uomini violenti ma anche le opportunità che oggi ci sono per uscirne».

L’assessora Milena Palumbo spiega le ragioni dell’adesione: «Quando l’Arma dei Carabinieri decide di organizzare un evento di questo genere, l’amministrazione non può che esserne fiera e orgogliosa e cogliere l’occasione per ringraziarli per il servizio che offrono alla comunità. Oggi è fondamentale continuare a parlare di questi temi, soprattutto alla luce delle difficoltà vissute con il Covid. La pandemia e le misure adottate per il contenimento della sua diffusione così come il dispiegarsi delle conseguenze socioeconomiche della crisi innescata dall’emergenza sanitaria, possono aver accentuato il rischio di comportamenti violenti e noi abbiamo il dovere di non restare indifferenti. Ringrazio anche il centro antiviolenza per questo momento di sensibilizzazione e colgo l’occasione per ricordare ai rutiglianesi che anche nella nostra città c’è una struttura del genere».

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By Gennaro Del Core

Comunicatore, giornalista e consulente in relazioni pubbliche

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