Tra le vocalist americane più amate della nuova generazione, Joanna Teters firma a quattro mani col contrabbassista barese Giuseppe Bassi il progetto che i due musicisti presentano mercoledì 23 marzo, alle 21, a Bari, nel club di Viale Einaudi 60, 12ZERO3, per un nuovo appuntamento dell’associazione Nel Gioco del Jazz.

Autori entrambi delle musiche originali, Teters e Bassi evocano le dinamiche delle relazioni umane e il rapporto dell’uomo con la natura in un concerto nel quale il connubio musicale dei due leader si concretizza con la direzione del pianista e tastierista Paolo Sessa e il completamento alla ritmica con l’inserimento di Gianluca Porro, batterista dal drumming moderno e creativo che ha collaborato con la cantautrice statunitense Lalah Hathaway alla rielaborazione di uno dei suoi più grandi successi.

Bianca, ma con un’originale voce soul, sospesa fra jazz e blues, Joanna Teters si è formata al prestigioso Berklee College of Music di Boston. Già con l’album del debutto, «Warmer When It Rains» nel 2018, aveva saputo conquistare pubblico e critica con la sua voce black, nella quale sono scritte le radici della grande tradizione nera che va da Stevie Wonder ad Aretha Franklin. E benché ancora molto giovane, Joanna, che s’ispira anche a Macy Gray, Joss Stone e all’indimenticata Amy Winehouse, ha già maturato importanti esperienze al fianco di artisti del calibro di Eric Roberson e Jacob Collier, oltre ad essere stata voce solista dei Mad Satta, dei Lowtone Society e dei SunDub.

Più strettamente jazzistico il percorso di Giuseppe Bassi, che ha collaborato con alcuni dei più quotati esponenti italiani della musica di Parker e Coltrane, da Tiziana Ghiglioni a Enrico Pieranunzi sino a Fabrizio Bosso, oltre ad aver consolidato la propria fama attraverso importanti collaborazioni internazionali accanto a Greg Osby, David Liebman e Ute Lemper, solo per fare qualche nome. L’ultimo suo disco da leader, «Atomic Bass» (2020), nato da una visita a Fukushima, in Giappone, vicino alla centrale nucleare oggetto nel 2011 di un grave incidente causato da uno tsunami devastante, è quello che Bassi stesso definisce «il sogno folle di portare la musica lì dove la furia della natura e l’errore dell’uomo producono a lungo dolore, perché se l’essere umano si nutrisse costantemente di musica troverebbe un altro modo per riscoprire il bene».

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