Inizia a salire la temperatura politica in Puglia in vista delle prossime elezioni regionali, con uno scenario ancora ricco di incertezze. La partita che deciderà il futuro governo della Regione è aperta, ma a oggi mancano ancora diversi tasselli fondamentali: la data del voto, la composizione del Consiglio, le regole per la candidatura dei sindaci e – non da ultimo – i nomi ufficiali dei candidati.
Quando si vota?
La legge consente di fissare la data delle elezioni tra un mese prima e due mesi dopo la scadenza naturale del mandato, che nel caso pugliese riporta alle ultime elezioni del 20 e 21 settembre 2020, quando fu rieletto Michele Emiliano. Questo significa che il nuovo appuntamento elettorale potrà svolgersi tra il 24 agosto e il 24 novembre 2025, ma al momento non è ancora stata indicata una data ufficiale.
Consiglieri regionali: 50 o 40?
Un’altra variabile che tiene in sospeso le forze politiche riguarda il numero dei consiglieri regionali. L’attuale Consiglio è composto da 50 membri ma, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, con la discesa sotto i 4 milioni di abitanti accertata dall’ultimo censimento Istat, la Puglia dovrebbe passare a 40 seggi. Tuttavia, si attende una legge nazionale che possa intervenire per confermare il numero attuale e salvare una decina di seggi (più due da assessore).
Legge anti-sindaco: tutto bloccato?
A complicare ulteriormente il quadro c’è la cosiddetta “legge anti-sindaco” in vigore in Puglia, che impone ai primi cittadini che intendono candidarsi alla presidenza della Regione di dimettersi almeno sei mesi prima del voto. Una norma che, a oggi, taglierebbe fuori tutti i potenziali candidati provenienti dai Comuni, poiché il termine è già scaduto.
La questione è arrivata alla Corte Costituzionale, dopo che il Governo aveva impugnato la legge perchè in contrasto con l’articolo 122 della Costituzione, che dovrà esprimersi sulla legittimità della norma regionale. Fino a quel pronunciamento, molti nomi restano in sospeso, e con loro anche gli equilibri interni ai partiti.
Centrodestra: avanti D’Attis
Nel campo del centrodestra, il clima è apparso fino a oggi piuttosto tiepido, ma le ultime settimane hanno rafforzato l’ipotesi che la candidatura per la presidenza spetti a Forza Italia, in particolare a Mauro D’Attis, deputato e vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia. Una figura di esperienza, ben radicata nel territorio, che potrebbe rappresentare il punto di sintesi per una coalizione alla ricerca di coesione dopo anni di divisioni.
Centrosinistra: Decaro attende, Emiliano riflette
Sul fronte del centrosinistra, il nome più forte resta quello di Antonio Decaro, a un anno dall’elezione a Bruxelles e già presidente della commissione Ambiente al Parlamento europeo. L’ex sindaco di Bari è considerato il naturale successore di Michele Emiliano e gode di un ampio consenso, sia tra i partiti sia tra gli elettori. Tuttavia, Decaro non ha ancora ufficializzato la sua candidatura, e secondo fonti vicine alla coalizione, starebbe cercando un accordo con Emiliano per evitare la sua candidatura a consigliere regionale, che rischierebbe di rallentare la campagna elettorale e alimentare polemiche interne.
Emiliano, da parte sua, non ha ancora fatto il passo indietro e il centrosinistra è in attesa di una sua decisione definitiva. Intanto, i partiti provano a costruire una coalizione ampia e coesa, con il Movimento 5 Stelle incluso, nella speranza che le incertezze normative e legislative vengano risolte prima dell’estate.
In sintesi
Le elezioni regionali in Puglia si annunciano ancora una volta complesse e decisive, con molte incognite da risolvere nei prossimi mesi. Le forze politiche si muovono tra leggi da chiarire, candidature da annunciare e alleanze da rafforzare, in un contesto dove la posta in gioco è il futuro assetto politico della Regione. Il grande interrogativo resta aperto: sarà una sfida vera o con un finale già scritto?

