Scatta il conto alla rovescia per l’avvio ufficiale del mandato di Antonio Decaro alla guida della Regione Puglia. Tra cinque giorni è attesa la proclamazione della Corte d’Appello, seguita a stretto giro da quella dei cinquanta consiglieri regionali. Ma l’ex eurodeputato non aspetta i tempi formali e mette già nero su bianco la sua “Agenda 2030”, una vera e propria road map per la fase iniziale della legislatura.

Il primo passaggio cruciale sarà la definizione della giunta regionale, che dovrebbe essere composta da otto assessori espressi dal Consiglio e due esterni. Proprio su questi ultimi si concentrano le prime indiscrezioni: uno dei nomi più accreditati è quello dell’ex governatore Michele Emiliano, a cui potrebbe essere affidata la delega allo Sviluppo economico e alle crisi industriali, mentre per la Sanità si valuta un profilo tecnico. Un’ipotesi che si inserisce in un equilibrio politico costruito anche a livello nazionale, all’interno dell’asse del Partito Democratico guidato da Elly Schlein.

La composizione dell’esecutivo dovrà riflettere gli assetti del campo largo. Spazio, dunque, al Movimento 5 Stelle, con un confronto ancora aperto tra Rosa Barone e Annagrazia Angolano, e ai rappresentanti dell’area vendoliana. Tra i nomi che circolano figura Francesca Bottalico, già assessora nella giunta barese di Decaro, con alternative che portano a Ines Pierucci o Gano Cataldo. Al momento appare invece accantonata l’ipotesi di un ritorno di Angela Barbanente. Presenza garantita anche per il civismo democratico delle liste “Decaro Presidente” e “Per la Puglia”.

Capitolo delicato quello interno al Pd, che può contare su una pattuglia di eletti con un forte consenso personale. Da Francesco Paolicelli a Raffaele Piemontese, già due volte assessore al Bilancio, passando per Stefano Minerva, Toni Matarrelli ed Elisabetta Vaccarella. Ubaldo Pagano, deputato rientrato in Puglia, potrebbe assumere il ruolo di capogruppo. Sul fronte femminile, Debora Ciliento parte in pole per una riconferma in giunta, ma restano in corsa anche Rossella Falcone, Elisabetta Vaccarella e Lucia Parchitelli, in caso di ripescaggio dopo i riconteggi.

L’obiettivo dichiarato di Decaro è costruire una “giunta di legislatura”, evitando di coinvolgere da subito figure proiettate verso una candidatura alle prossime politiche, come Raffaele Piemontese o Loredana Capone.

Parallelamente prende forma anche l’assetto dello staff. Accanto alla portavoce Aurelia Vinella, in Presidenza avrà un ruolo centrale Davide Pellegrino, affiancato da dirigenti chiamati a garantire efficienza e rapidità alla macchina amministrativa. Tra le figure che potrebbero essere valorizzate c’è anche Luisa Torsi, accademica e presidente dell’Arti, candidata non eletta alle politiche per il Pd.

La prima vera emergenza sul tavolo del neogovernatore sarà la Sanità. Decaro dovrà procedere alla nomina dei manager delle Asl, affrontare il nodo delle liste d’attesa e monitorare l’attuazione dei progetti del Pnrr, dalle Case agli Ospedali di Comunità, in un contesto segnato da ritardi e da un fascicolo aperto dalla Corte dei Conti. A ciò si aggiunge il rinnovo dei vertici dei dipartimenti e delle Agenzie regionali, nel rispetto dei vincoli imposti dalla legge Laricchia, che esclude dalle nomine i candidati non eletti alle ultime regionali.

Sul piano industriale restano aperte vertenze complesse, seguite in costante raccordo con Emiliano. Dall’ex Ilva, dopo l’avvio del confronto con il fondo americano Flacks, alla crisi di Brindisi, fino alle difficoltà di aziende di dimensioni minori diffuse sul territorio.

Tra le questioni più spinose figura anche l’emergenza Xylella. Sotto la lente ci sono i fondi destinati ai reimpianti, sui quali Agea ha chiesto chiarimenti alla Regione per presunte anomalie. A questo si somma il malcontento crescente nei confronti dei Consorzi di bonifica, accusati dagli agricoltori di imporre tributi senza garantire servizi adeguati.

Altro fronte sensibile è quello della risorsa idrica. A Bruxelles Decaro ha approfondito il tema della resilienza dell’acqua e nei prossimi mesi dovrà fare i conti con una situazione sempre più critica. L’Acquedotto pugliese ha già vietato l’uso dell’acqua potabile per piscine e irrigazione di giardini, ma non si escludono ulteriori restrizioni, con possibili ripercussioni sulla quotidianità dei cittadini.

Il programma del nuovo governatore pone infine l’accento sul sostegno alle micro e piccole imprese, chiamate ora a misurare la coerenza tra gli impegni elettorali e i primi atti di governo. Sullo sfondo resta l’ambizione di una rigenerazione normativa dello Statuto regionale: dalla legge elettorale all’obbligo di nominare assessori dal Consiglio, passando per la revisione della legge Laricchia e per una decisa semplificazione burocratica. Un cantiere ampio, che punta a rendere il governo della Puglia più rapido e incisivo.

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ViviBari
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