È ufficiale: i sindaci pugliesi che vorranno candidarsi alle elezioni regionali del 2025 non dovranno più dimettersi con sei mesi di anticipo. La Corte costituzionale ha infatti dichiarato incostituzionale l’articolo 219 della legge regionale n. 42 del 2024, la cosiddetta “norma anti-sindaci”, che imponeva l’obbligo di dimissioni 180 giorni prima del voto. Una misura che, secondo la Consulta, lede il diritto alla candidatura e altera il principio di uguaglianza tra i candidati.
La sentenza ristabilisce così le condizioni previste dalla normativa nazionale, che fissa il termine per le dimissioni a 30 giorni prima del voto. Se, come ipotizzato, le elezioni regionali in Puglia si terranno domenica 24 novembre, i sindaci interessati avranno tempo fino al 22 ottobre 2025 per formalizzare la loro candidatura lasciando la fascia tricolore.
Emiliano: “Norma inopportuna, bene così”
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che fin dall’inizio aveva criticato la legge votata in Consiglio regionale da una maggioranza trasversale. “Apprendo con soddisfazione della dichiarazione di incostituzionalità della legge regionale inopinatamente votata in consiglio regionale da una maggioranza trasversale, che aveva reso ingiustamente difficoltosa la candidatura dei sindaci pugliesi – ha dichiarato Emiliano –. Avevo per questo deciso di non costituire la Regione Puglia nel giudizio davanti alla Corte, proprio perché condividevo l’impugnazione del Governo. Tutto è bene quel che finisce bene”.
Leccese: “Fallito un tentativo maldestro di alterare la competizione”
Plaude alla decisione anche il sindaco di Bari, Vito Leccese, che non ha nascosto la sua amarezza per la norma che avrebbe potuto escludere molti sindaci pugliesi dalla corsa alle regionali: “La Corte costituzionale ha sancito il fallimento di questo tentativo, piuttosto maldestro, di alterare il gioco eliminando per legge gli avversari potenzialmente più scomodi, quelli più vicini alle comunità degli elettori”.
La sconfitta politica dei consiglieri uscenti
La decisione della Consulta rappresenta una netta sconfitta politica per i consiglieri regionali uscenti, che avevano sostenuto la norma con l’obiettivo – neppure troppo velato – di limitare la concorrenza dei sindaci, considerati da molti come i candidati più radicati sul territorio e quindi più temibili alle urne. Il provvedimento, fin dalla sua approvazione, aveva suscitato numerose polemiche e ricorsi, culminati con l’impugnazione da parte del Governo nazionale.
Uno scenario politico in evoluzione
Con l’abrogazione dell’articolo 219, lo scenario delle prossime elezioni regionali si riapre completamente. I sindaci pugliesi ora potranno candidarsi senza penalizzazioni. Questa decisione potrebbe avere effetti anche sull’atteggiamento del centrosinistra, che attende ancora l’ufficializzazione della candidatura di Antonio Decaro, mentre nel centrodestra sembra già tramontata l’ipotesi della candidatura del forzista Mauro D’Attis, attualmente vicepresidente della commissione Antimafia alla Camera.

