La città di Bari si prepara a vivere le festività pasquali all’insegna della cultura. Musei civici, metropolitani e spazi espositivi storici apriranno le porte a residenti e turisti con un programma variegato che spazia dalle incisioni del Seicento all’arte contemporanea.
“La nostra città è pronta ad accogliere chi vorrà scoprirne i luoghi culturali grazie all’impegno dei lavoratori che garantiranno i servizi anche in questi giorni di festa”, ha commentato l’assessora alle Culture Paola Romano.
Museo Civico: Il dialogo tra Rembrandt e Barocci
La mostra “Incidere la luce” propone un confronto inedito tra l’opera grafica di Rembrandt e quella di Federico Barocci. In esposizione oltre 40 incisioni originali, comprese rarissime acqueforti autografe di Barocci e una selezione mai vista prima della collezione Battaglini.
- Apertura: 5 e 6 aprile, ore 09:30 – 13:30.
- Sede: Strada Sagges 13.
Teatro Margherita: Il cinema fatto di scarti (SCART)
“Sguardi sul cinema” presenta 46 ritratti di icone come Massimo Troisi, Anna Magnani e Sophia Loren. La particolarità? Sono opere realizzate dagli studenti delle Accademie di Belle Arti utilizzando esclusivamente scarti industriali (pelle, metallo, cravatte, cellophane).
- Ingresso: Libero.
- Domenica 5: 10:00 – 13:30 e 15:30 – 19:00.
- Lunedì 6: 16:00 – 19:00.
Faro di San Cataldo: I “sussurri” di Tarshito
Nel Museo del Faro e della Radio, l’artista Tarshito propone “Nel Faro, sussurri dorati”, un percorso poetico dedicato al mare e agli orizzonti simbolici. Un’esperienza di “ascolto visivo” che invita alla pace.
- Ingresso: Libero.
- Apertura: Lunedì 6 aprile, ore 10:00 – 13:00.
Palazzo San Michele: L’iconografia della Settimana Santa
Una mostra immersiva con 100 opere tra antico e contemporaneo che raccontano i riti della fede popolare nel Meridione, tra teatralità e devozione.
- Ingresso: Libero.
- Apertura: Domenica 5 aprile, ore 18:00 – 21:00.
Un’occasione unica per riscoprire il patrimonio artistico barese, dai ritratti glamour delle dive degli anni ’60 catturati dall’obiettivo di Chiara Samugheo, fino alle radici millenarie custodite a Santa Scolastica.

