Concerto numero 900 per l’Agìmus di Mola di Bari. Un traguardo davvero importante per il sodalizio diretto da Piero Rotolo, che proprio per suggellare questa storica meta, nuovo punto di partenza, ha voluto ritagliare per sé quest’appuntamento speciale in programma venerdì 8 dicembre, alle ore 19.30, nel Teatro van Westerhout. 

Accompagnato dal Talos Quintet composto da Flavio Maddonni e Fabrizio Signorile ai violini, Francesco Capuano alla viola, Anila Roshi al violoncello e Tommaso de Vito Francesco al contrabbasso, Piero Rotolo siederà al pianoforte per un confronto ravvicinato tra Mozart e Piazzolla, due interpreti geniali dei tempi in cui sono vissuti.

Ed è, infatti, in una riduzione per piccolo organico che viene presentato in apertura di serata il Concerto per pianoforte K 467 di Mozart, in quegli anni (siamo nel 1785) ormai svincolato dai rapporti con l’arcivescovo Colloredo per incamminarsi lungo il cammino della libera professione in qualità di artista «indipendente». Una condizione ideale nella quale Mozart, emancipatosi da qualsiasi obbligo, inizia a gettare le basi per le grandezze future, in questo Concerto sintetizzate in una magnificenza orchestrale e abbondanza creativa che preludono all’ultima, grandiosa fase del compositore.

Con un balzo temporale di due secoli, nella seconda parte si ascolteranno le «Quattro Stagioni di Buenos Aires» (Cuatro Estaciones Porteñas), una particolare raccolta di tanghi composti da Astor Piazzolla per il suo piccolo ensemble costituito da violino, pianoforte, chitarra elettrica, basso e bandoneón e che Rotolo presenta con il Talos Quintet in una versione per pianoforte e archi di José Bragato. Il titolo evoca la celebre composizione «a programma» di Vivaldi utilizzando l’aggettivo «porteña» come specifico riferimento alla zona del porto di Buenos Aires dove ha origine il tango. Nell’accostare autori di epoche e stili così diversi «il progetto – spiega Rotolo – intende valorizzare le possibilità di espansione culturale della sensibilità “lirica” presente in ognuno dei due autori, per fare della loro estetica una sorta di ponte in grado di condurre verso i più ampi legami». La «diversità lirica» costituisce il filo conduttore estetico del progetto in modo da calare le dinamiche artistiche settecentesche in contesti artistici successivi.

Non saranno, dunque, a disagio nelle atmosfere mozartiane le «stagioni-tango» di Piazzolla, simbolo di una sensualità del corpo capace di coniugare cultura alta e popolare. «Su tutto – aggiunge Rotolo – risaltano l’incanto giovanile, la freschezza, la poesia, l’originalità e lo splendore della scrittura musicale, che ci restituisce due compositori vivi dentro uno spettacolo pensato come momento di ascolto di alto profilo, capace di conquistare un pubblico dagli interessi più diversi».

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