La sostenibilità non come semplice adempimento, ma come modello d’impresa. È questo il dato centrale emerso dalla presentazione del progetto sperimentale ESG promosso da Legacoop Puglia e realizzato su dieci cooperative del territorio nell’ambito del Bando ESG 2025, finanziato dalla Camera di Commercio di Bari.
Il percorso ha accompagnato le cooperative coinvolte in attività di assessment, formazione, consulenza personalizzata e analisi di materialità, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di misurare e rendicontare il proprio impatto ambientale, sociale e di governance.
Dai risultati emerge un quadro significativo: il modello cooperativo presenta caratteristiche già fortemente orientate alla sostenibilità, grazie ai valori su cui si fonda, dalla partecipazione all’inclusione, dalla mutualità all’attenzione verso le comunità. Il progetto ha permesso di trasformare questi elementi, spesso già presenti nella pratica quotidiana, in strumenti più leggibili, misurabili e strutturati.
“Quello che è emerso – ha dichiarato Carmelo Rollo – è che la sostenibilità è già nel DNA dell’impresa cooperativa. Questo progetto ci ha dato una conferma importante: le cooperative si sono sempre mosse nel solco della sostenibilità, anche quando non la chiamavano ancora così”.
Per Rollo, la sostenibilità va intesa come “una postura imprenditoriale”, un modo di stare nel mercato e nelle comunità. Non riguarda soltanto l’ambiente, ma anche la tutela del lavoro, la valorizzazione delle persone, l’inclusione dei soggetti svantaggiati e i modelli partecipativi. “Questo percorso ci ha dato l’opportunità di misurare tutto questo e di renderlo leggibile”, ha aggiunto, auspicando che la sperimentazione possa essere estesa all’intero territorio regionale.
La presidente della Camera di Commercio di Bari, Luciana Di Bisceglie, ha sottolineato il valore strategico del progetto finanziato dall’ente camerale, evidenziando l’importanza di sostenere percorsi di innovazione organizzativa e responsabilità sociale capaci di rafforzare la competitività delle imprese cooperative e il loro legame con il territorio.
A illustrare i dati emersi è stata Roberta Pietrobono, responsabile Area sostenibilità e valutazione impatto sociale di Eticae Stewardship in Action soc. coop.. “La sfida del percorso non era diventare sostenibili, ma accompagnare le dieci cooperative coinvolte nel passaggio da una sostenibilità già presente nel proprio DNA valoriale e operativo a una sostenibilità più strutturata, governata, misurabile e rendicontabile”, ha spiegato.
L’analisi ha evidenziato una maturità più avanzata nella dimensione Social, pari al 44,8%, una Governance in fase di consolidamento, al 34,9%, e una dimensione Environmental ancora meno strutturata sul piano del monitoraggio e della raccolta dati, pari al 22,7%.
Attraverso assessment ESG, analisi di materialità e roadmap operative, il percorso ha rafforzato la capacità delle cooperative di leggere i propri impatti, definire priorità strategiche e avviare processi più evoluti. Il dato più rilevante riguarda il futuro: il 66,7% delle cooperative coinvolte considera i temi ESG una leva strategica per il proprio sviluppo.
Nel corso dell’incontro sono state portate anche le testimonianze dirette di alcune cooperative partecipanti. Per IBiSS, ha spiegato Nicoletta De Masi, il progetto ESG “non è stato un adempimento burocratico, ma una vera bussola organizzativa”. La cooperativa lavorerà ora su indicatori chiave di performance, linee guida interne e misurazione dell’impatto sociale.
Anche Upendi, rappresentata dal presidente Mario Iacovelli, ha evidenziato il valore del percorso. Dall’analisi è emersa una governance partecipativa, coerente con il modello cooperativo, basata su orientamento etico e processi decisionali condivisi. “Abbiamo imparato però che, per essere davvero sostenibili, questa dedizione deve essere sempre più formalizzata, misurata e strutturata”, ha spiegato Iacovelli.
Il progetto conferma dunque il ruolo delle cooperative come attori credibili della transizione sostenibile. Una transizione che non riguarda soltanto il rispetto di parametri ambientali, ma coinvolge il modo di organizzare il lavoro, governare le imprese, costruire relazioni con il territorio e generare valore sociale.

