Il cuore di Gioia del Colle ha da oggi un nuovo “sigillo” d’autore. È stato svelato ufficialmente il bassorilievo “ARMA IOE – MMXXV”, l’opera che segna il traguardo finale di un imponente progetto di rigenerazione urbana che ha ridisegnato l’asse centrale della città, da via Armando Celiberti fino alla rinnovata piazza Plebiscito.

L’intervento, fortemente voluto dall’Amministrazione comunale, non è solo un restyling estetico, ma un’operazione di recupero dell’identità collettiva.

L’opera scultorea, firmata dal maestro gioiese Mario Vacca su bozzetto dell’artista Mario Pugliese, è stata presentata in due vesti: una lastra in pietra di Cursi, collocata all’interno di Palazzo San Domenico, e una monumentale versione in bronzo, realizzata con la prestigiosa tecnica della fusione a cera persa, che troneggia ora al centro di piazza Plebiscito.

Un mosaico di simboli e storia

L’opera è un raffinato compendio di riferimenti storici e artistici che spaziano dal XV secolo ai giorni nostri. Vacca ha saputo fondere l’eredità del notaro Ioannes de Roccha (1480), il marmo di Filippo Cifariello (1899) e lo stemma ufficiale di Giuseppe Inghilleri (1934) in un’estetica contemporanea.

  • Il nucleo centrale: Una coppa colma di gioielli da cui emerge una collana con medaglione ottagonale. Al suo interno, l’oculo a stella a dodici punte, richiamo architettonico diretto alla torre dell’Imperatrice del Castello normanno-svevo.
  • La cornice: Tralci di vite intrecciati e spighe di grano simboleggiano la fertilità della terra gioiese, mentre piccoli elementi semisferici rappresentano, secondo l’autore, gli “occhi” dei cittadini aperti sul mondo.

Il sigillo della rigenerazione

“Con queste installazioni abbiamo apposto il sigillo definitivo a un intervento che rimarrà nella storia della nostra città”, ha dichiarato il sindaco Giovanni Mastrangelo. La rigenerazione, che ha coinvolto piazza Kennedy, via Roma e piazza Umberto I, trova in piazza Plebiscito il suo culmine artistico, restituendo ai residenti uno spazio che parla della loro cultura e del loro legame con il territorio.

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ViviBari
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