Il teatro si fa custode della memoria storica e privata. Lunedì 27 aprile 2026, il Teatro Traetta di Bitonto ospita “Giacomo e Velia”, un progetto di Raffaele Rago che accende i riflettori sul lato più intimo e umano di Giacomo Matteotti, a cento anni dalla sua eredità politica e civile.
Lontano dalla fredda cronaca dei libri di storia, lo spettacolo sceglie la via del sentimento e delle parole autentiche, attingendo direttamente alle lettere che il deputato socialista e sua moglie, Velia Titta, si scambiarono durante gli anni più bui dell’ascesa fascista.
Un racconto tra pubblico e privato
Interpretato dai giovani e talentuosi Gaja Masciale e Michele Eburnea, lo spettacolo si arricchisce di una presenza invisibile ma potente: la voce di David Riondino (recentemente scomparso), che accompagna la narrazione come un filo rosso tra passato e presente.
- Le lettere autentiche: Il testo si poggia sulla corrispondenza reale tra i due coniugi, rivelando un legame fatto di tenerezza, preoccupazioni quotidiane e un incrollabile senso del dovere verso il Paese.
- L’Italia degli anni Venti: Sullo sfondo delle vicende amorose, emerge con forza il clima di violenza e tensione di un’Italia che stava scivolando verso la dittatura.
- La forza di Velia: Lo spettacolo restituisce dignità alla figura di Velia Titta, non solo “moglie di”, ma testimone consapevole e custode del coraggio del marito.
Dalla Storia alla Memoria collettiva
“Giacomo e Velia” è una messinscena delicata ma potente, capace di trasformare un fatto storico in un’emozione collettiva. È il racconto di un uomo che ha amato la propria famiglia tanto quanto la propria libertà, pagando il prezzo più alto per entrambe.

