La città di Bari migliora la propria posizione nella classifica nazionale del report “Ecosistema Urbano 2025”, curato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, ma resta ancora lontana da livelli apprezzabili.

Il capoluogo pugliese si colloca infatti al 76° posto (con una performance complessiva del 48,54%) rispetto all’89° dello scorso anno (44,84%). Un progresso di 13 posizioni che, se da un lato segnala piccoli passi avanti, dall’altro conferma le persistenti difficoltà strutturali in diversi ambiti della sostenibilità urbana.

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Il report, basato su 19 indicatori di performance ambientale, analizza sei aree tematiche fondamentali: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia.

Raccolta differenziata e sprechi idrici: le due grandi emergenze

Tra i dati più critici emerge ancora una raccolta differenziata ferma al 46,5%, lontana dagli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo. Anche la dispersione idrica continua a rappresentare un grave problema: una quota significativa dell’acqua immessa nelle reti va persa prima di raggiungere i cittadini, segno di infrastrutture ancora fragili e bisognose di interventi.

Verde urbano insufficiente

Il rapporto evidenzia inoltre la scarsità di verde urbano, con appena 11 alberi ogni 100 abitanti: un dato che pone Bari tra le città con minore dotazione di aree verdi pro capite in Italia. Un elemento che influisce non solo sulla qualità dell’aria, ma anche sul benessere e sulla vivibilità complessiva dei quartieri.

Servono interventi concreti

Nonostante il leggero miglioramento in classifica, la fotografia di Legambiente conferma che Bari ha bisogno di una politica ambientale più incisiva e continuativa, capace di superare i limiti di una comunicazione fatta di annunci e slogan.

Occorre un impegno amministrativo concreto, che punti su investimenti in reti idriche, infrastrutture verdi, trasporti sostenibili e una vera rivoluzione nella gestione dei rifiuti. Solo così il capoluogo potrà trasformare i progressi in risultati stabili e dimostrare che la sostenibilità non è un obiettivo di facciata, ma una scelta quotidiana per la qualità della vita dei cittadini.

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