“Vite sospese”: salute, dignità, lavoro. È questo il titolo del nuovo Report diocesano su povertà e disuguaglianze che la Caritas di Bari-Bitonto presenterà domani, martedì 2 dicembre 2025, alle ore 10:00, nella Sala Conferenze della Curia Arcivescovile di Bari, al secondo piano di Corso A. De Gasperi 274/A. Un documento che non si limita alla raccolta di numeri, ma che racconta il volto concreto della fragilità sociale e delle difficoltà che, sempre più spesso, incidono sulla vita delle persone e delle famiglie del territorio.
Alla conferenza stampa interverranno l’Arcivescovo di Bari-Bitonto, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, il Responsabile della Caritas diocesana Don Lino Modesto, Elena Carletti dell’Osservatorio diocesano delle Povertà e delle Risorse, Pasquale Ferrante, Vice-Presidente Vicario di LEGACOOP Puglia, e Ilaria Zingaro, Direttrice dell’Area Servizi Socio-Sanitari dell’ASL di Bari. A moderare il confronto sarà Vito Mariella, Direttore della Fondazione Caritas Bari-Bitonto ETS.
Un report che racconta la realtà dietro i numeri
Il documento restituisce un’immagine nitida e non edulcorata delle fragilità sociali presenti nella diocesi. Nel corso dell’ultimo anno i centri d’ascolto hanno incontrato 642 persone e realizzato 6134 interventi, con una concentrazione significativa nell’area urbana di Bari. Dati che mostrano come la povertà non sia una condizione passeggera, ma un processo che indebolisce diritti fondamentali e consuma la dignità.
Il profilo di chi chiede aiuto conferma una situazione complessa:
- 64% donne,
- prevalenza di famiglie con figli,
- presenza di lavoratori poveri,
- anziani soli,
- 80% cittadini italiani,
- nuove vulnerabilità legate ai percorsi di mobilità umana.
I bisogni emersi riguardano in primo luogo la povertà economica (41%), seguita dal lavoro (20%) e dalla salute (11%). Colpisce un dato in particolare: il 17% delle persone si trova a vivere fragilità in almeno quattro ambiti diversi, segno evidente di una vulnerabilità che non procede mai per compartimenti stagni ma si intreccia, si amplia e spesso travolge.
La casa non basta più. Il lavoro non basta più. Ciò che un tempo rappresentava un argine sicuro contro la povertà oggi non garantisce automaticamente un’esistenza dignitosa.
“Vite sospese”: un’immagine biblica che parla al presente
Il titolo del report richiama la piscina di Betzatà, a Gerusalemme, luogo in cui, secondo la tradizione biblica, si radunavano dolore, attesa e speranza. Un’immagine che oggi si rinnova nelle città, negli ospedali, nei centri d’ascolto, nei luoghi in cui persone in difficoltà si ritrovano a vivere “sospese”, in bilico tra desiderio di riscatto e timore di non farcela.
I servizi 8xmille: accompagnare per restituire dignità
Il report presenta anche i risultati dei due servizi attivati grazie ai fondi 8xmille alla Chiesa Cattolica: Sicar-Hub e Le Ali di Bartimeo. Si tratta di percorsi di accompagnamento rivolti a persone senza dimora, migranti, anziani soli, persone con problemi di salute fisica o mentale: vite ai margini, spesso invisibili, che grazie a questi interventi ritrovano ascolto, vicinanza e un sostegno concreto. Le storie raccolte mostrano che quando l’accompagnamento è autentico, la dignità torna a riaffiorare.
Un appello al territorio
«Questo report – sottolinea la Caritas diocesana – vuole essere più di un documento: è un atto di responsabilità verso il territorio e un appello rivolto a tutti, istituzioni, comunità ecclesiali e cittadini. Le povertà oggi non chiedono solo risposte tecniche, ma scelte coraggiose. Nessuno può chiamarsi fuori».
Con la presentazione di Vite sospese, la Caritas invita a guardare con realismo, ma anche con speranza, la complessità sociale che attraversa Bari e il suo territorio, rinnovando l’impegno a non lasciare indietro nessuno.

