Il corpo come luogo del presente, spazio di conoscenza, attraversamento e trasformazione. È questa la visione che anima DAB26 – DanzaABari 2026, il festival dedicato alla danza contemporanea in programma dal 24 maggio al 7 giugno 2026 al Teatro Piccinni di Bari. Il titolo scelto per questa edizione è “Everybody dance!”, un invito aperto a leggere la danza come linguaggio poetico, politico, umano e simbolico del nostro tempo.
Promosso dal Comune di Bari in collaborazione con Puglia Culture – Circuito Teatrale, il festival propone un cartellone articolato con sette spettacoli, cinque esclusive regionali, una prima ed esclusiva nazionale e un evento speciale diffuso negli spazi urbani. Un percorso che mette in dialogo la coreografia contemporanea italiana ed europea, attraversando linguaggi, poetiche e forme performative differenti.
Ad aprire la rassegna, il 24 maggio, sarà “Humanos” della compagnia pugliese Eleina D., con concept e regia di Vito Leone Cassano e Alberto Mocellin e coreografia dello stesso Cassano. Lo spettacolo unisce danza e acrobatica aerea in un ambiente scenico sospeso, interrogando i temi dell’identità e del controllo sociale attraverso un linguaggio fisico energico e visionario.
Il 25 maggio sarà la volta della prima ed esclusiva nazionale di “Equilibrio Dinamico Ensemble & Verve: Shared Pulse”, progetto che riunisce le coreografie di Oona Doherty, Andrea Costanzo Martini, Tu Hoang e Louis Thuriot. La serata restituirà il confronto tra differenti poetiche della scena europea contemporanea, ponendo al centro il rapporto tra formazione artistica, creazione e dimensione performativa.
Il 26 maggio arriverà al Piccinni, in esclusiva regionale, Spellbound Contemporary Ballet con “Vivaldiana”, coreografia e regia di Mauro Astolfi. Il lavoro nasce da una rielaborazione dell’universo musicale di Antonio Vivaldi, letto anche attraverso la personalità anticonvenzionale del compositore, per tradurne in movimento il talento, l’energia e la capacità di reinventare la musica barocca.
Il 28 maggio, sempre in esclusiva regionale, la Compagnia Virgilio Sieni porterà in scena “Sulla leggerezza”, con coreografia, spazio e luci di Virgilio Sieni. Ispirato alle Lezioni americane di Italo Calvino, lo spettacolo indaga la leggerezza come pratica di ascolto e possibilità di relazione tra memoria, gesto e immaginario.
Il 30 e 31 maggio il festival uscirà dal teatro per riconquistare lo spazio urbano con l’evento speciale “Le classique c’est chic!”, ideato e interpretato da Anna Basti. Il progetto, in esclusiva regionale, invita cittadini e non professionisti a riappropriarsi del proprio corpo e dello spazio pubblico, trasformando la tecnica della danza classica in uno strumento di inclusione, consapevolezza e partecipazione.
Il 5 giugno spazio a “Sconfinamenti”, dialogo tra musica e danza firmato da Tir Danza, ideato e interpretato dal coreografo Nicola Galli insieme a Rodrigo D’Erasmo, violinista, polistrumentista e compositore, dal 2008 negli Afterhours. Un lavoro che nasce dall’istantaneità dell’improvvisazione, mettendo in relazione linguaggi artistici diversi in una partitura condivisa.
A chiudere la rassegna, il 7 giugno, sarà “Asteroide” di e con Marco D’Agostin, vincitore del Premio UBU 2025 nella categoria “Miglior Spettacolo di Danza”. Lo spettacolo intreccia musical, racconto autobiografico e riflessione scientifica, interrogando la fragilità dell’esistenza e la capacità della vita, così come dell’arte, di rigenerarsi.
Sono previste diverse promozioni per la rassegna, in particolare con le scuole di danza dell’area metropolitana di Bari, il Liceo coreutico e il DAMS di Bari. Informazioni su biglietti, abbonamenti, pacchetti e riduzioni sono disponibili presso la biglietteria del Teatro Piccinni. È possibile prenotare via mail all’indirizzo prenotazionidab@gmail.com e acquistare i biglietti online su Vivaticket, al botteghino del Teatro Piccinni e nei punti vendita autorizzati. Il sipario è previsto alle 20:30.
Con “Everybody dance!”, DAB26 conferma la vocazione di Bari come spazio di incontro per la danza contemporanea, proponendo un festival capace di attraversare il teatro e la città, il gesto e il pensiero, la scena e il corpo collettivo della comunità.

