Come di consueto, in occasione della giornata dedicata al ricordo dei defunti, si è svolta questa mattina la cerimonia nel cimitero militare Korpusu di Casamassima per rendere omaggio ai 431 soldati polacchi che morirono nel 1944 nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Un appuntamento sentito dalla comunità casamassimese e che rinsalda i rapporti di amicizia tra i popoli, quest’anno con la partecipazione anche del ministro Jan Józef Kasprzyk, capo dell`Ufficio per i reduci di guerra e le vittime di persecuzioni, e dell’ambasciatrice Anna Maria Anders, a sua volta figlia del generale Wladislav Anders che in quegli anni comandava il Secondo Corpo d’Armata polacco.

Erano 431 i giovani soldati polacchi che rimasero feriti nel corso della battaglia di Montecassino. Furono trasferiti a Casamassima dove, nel 1944, era stato allestito l’ospedale da campo e da dove, purtroppo, non fecero più ritorno a casa. Da allora ogni anno la città ricorda il sacrificio di quei giovani che ci consentono oggi di godere delle libertà e dei diritti che abbiamo. E’ anche merito loro se quel conflitto si risolse in favore delle forze del mondo libero, che ha garantito decenni di diritti civili e prosperità economica.

Alla cerimonia, insieme al sindaco Giuseppe Nitti, sono intervenute autorità civili e religiose locali e due ospiti d’eccezione: il ministro Jan Józef Kasprzyk, capo dell`Ufficio per i reduci di guerra e le vittime di persecuzioni, e l’ambasciatrice della Polonia in Italia, Anna Maria Anders, figlia dell’eroe di guerra Wladislav, generale Secondo Corpo d’Armata polacco. Un appuntamento che ha assunto un significato ancor più particolare dato il momento storico che stiamo vivendo a causa del conflitto russo-ucraino. Senza trascurare, poi, il ruolo che la Polonia ha oggi, quale frontiera europea e pertanto impegnata anche nell’accoglienza dei profughi ucraini. Non si contano gli autobus e i treni che dal confine del conflitto hanno portato donne e bambini in giro per l’Europa, anche da noi in provincia di Bari, per dare rifugio a chi scappava da questa follia che è la guerra.

Il sindaco di Casamassima, Giuseppe Nitti, ha richiamato le parole di un grande polacco della storia:In questi mesi difficili per l’Europa ho spesso ripensato alle parole e agli insegnamenti di un illustre uomo polacco, oggi santo: Karol Wojtyla, il nostro papa Giovanni Paolo II. Egli ha arricchito tutti noi con i suoi gesti, le sue parole e il suo straordinario esempio. Ecco, papa Giovanni Paolo II diceva che ‘La violenza non risolve mai i conflitti, e nemmeno diminuisce le loro drammatiche conseguenze’, insegnandoci così che la guerra non è mai la strada da percorrere. E ci diceva anche che ‘La pace richiede quattro condizioni essenziali: verità, giustizia, amore e libertà’. Il gesto estremo dei soldati di allora fu caratterizzato da quattro valori fondamentali secondo il primo cittadino: “Oggi come sempre, anzi oggi ancor di più, il sacrificio compiuto dai soldati polacchi in territorio italiano, per lasciare a noi pace, giustizia, amore e libertà, deve far riflettere con molta attenzione. Perché questi valori, che noi fino a qualche mese fa consideravamo ormai acquisiti, in realtà acquisiti non sono. Ma vanno costantemente alimentati, promossi, coltivati attraverso il dialogo, il confronto, la negoziazione, la ricerca continua e incessante della pacifica convivenza tra i popoli e governanti”. Poi il sindaco di Casamassima conclude: “Solo dove albergano verità, giustizia, amore e libertà infatti può trovare asilo la pace. E soltanto dove vi è pace, donne e uomini possono esprimere le loro inclinazioni, il loro modo di essere, la loro individualità che si fonda e si completa con il vivere in armonia nella comunione tra i popoli e le genti di tutto il mondo”.

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