C’è una domanda che, in questi giorni di caldo record, dovrebbe far riflettere chiunque abbia scelto di condividere la propria vita con un animale: come è possibile che chi decide di prendere un cane o un gatto, un gesto che dovrebbe nascere dall’amore e dal desiderio di prendersene cura, finisca poi per lasciarlo per ore su un balcone rovente, consapevole che quel calore può ucciderlo?

Non è una domanda retorica ma quella che si sono posti, negli ultimi giorni, i sindaci di diversi Comuni della provincia di Bari, costretti a intervenire con ordinanze specifiche perché le segnalazioni di animali abbandonati al sole, su terrazze e balconi, si sono moltiplicate con l’aumentare delle temperature.

Terlizzi apre la strada

A Terlizzi, il sindaco Michelangelo De Chirico ha firmato un provvedimento che vieta, fino al 30 settembre e nella fascia oraria dalle 10 alle 18, di lasciare cani, gatti e altri animali d’affezione su balconi, terrazze, cortili o verande privi di adeguata protezione dal sole e dal caldo. L’ordinanza è nata proprio dalle segnalazioni giunte agli uffici comunali da parte di residenti e associazioni di volontariato. Il sindaco ha spiegato con chiarezza cosa comporta il provvedimento per i proprietari di animali, sottolineando che dovranno garantire acqua fresca, uno spazio ombreggiato e ben ventilato, la possibilità di ripararsi dal caldo e condizioni adeguate al benessere dell’animale. Le sanzioni previste vanno da 200 a 600 euro, con la possibilità del sequestro immediato nei casi in cui la vita dell’animale sia concretamente in pericolo.

Gioia del Colle segue lo stesso principio

Sulla stessa linea si è mosso il Comune di Gioia del Colle, dove il sindaco Giovanni Mastrangelo ha firmato un’ordinanza che dispone, fino al 15 settembre e sempre nella fascia dalle 10 alle 18, il divieto di detenzione di animali su balconi, terrazze, cortili, verande o recinti in presenza di esposizione diretta e prolungata al sole, assenza di zone d’ombra permanenti, mancanza di acqua o impossibilità per l’animale di raggiungere autonomamente un riparo adeguato.

Anche Noicattaro tra i Comuni che intervengono

Nello stesso solco si inserisce anche il Comune di Noicattaro, con Raimondo Innamorato sindaco, che ha adottato un provvedimento analogo a tutela degli animali domestici nei mesi più caldi dell’anno, unendosi così a una rete crescente di amministrazioni pugliesi che hanno deciso di non restare a guardare di fronte a un fenomeno tutt’altro che marginale.

Una crudeltà spesso mascherata da distrazione

Chi legge queste ordinanze potrebbe pensare che riguardino casi limite, episodi isolati di maltrattamento volontario. La realtà, purtroppo, è più sfumata e per certi versi ancora più inquietante: nella maggior parte dei casi non si tratta di crudeltà deliberata ma di superficialità, distrazione, sottovalutazione del rischio. Chi lascia il proprio cane in balcone prima di uscire per lavoro spesso non ha la piena consapevolezza di cosa significhi, per un animale, restare per ore su una superficie che con il sole diretto può raggiungere temperature capaci di provocare ustioni alle zampe, oltre a colpi di calore che nei casi più gravi risultano fatali.

Ed è proprio qui che si annida il paradosso più amaro: non stiamo parlando di persone che odiano gli animali ma spesso di persone che li amano davvero, che li hanno scelti, accolti, magari coccolati fin dal primo giorno. Eppure, per leggerezza o per la frenesia della vita quotidiana, finiscono per esporli a un pericolo mortale. Amare un animale non significa solo nutrirlo o accarezzarlo: significa anche assumersi la responsabilità della sua sicurezza, ogni giorno, comprese le ore più calde in cui lui, da solo, non ha alcuna possibilità di proteggersi.

Il ruolo delle istituzioni ma non solo

Le ordinanze sindacali sono uno strumento necessario perché introducono obblighi chiari e sanzioni concrete e perché danno alle forze dell’ordine, alla Polizia Locale e ai servizi veterinari, uno strumento operativo per intervenire prima che sia troppo tardi ma nessuna ordinanza, da sola, può sostituire il buon senso e la responsabilità individuale.

Un animale domestico non è un soprammobile né un accessorio da tenere in balcone: è un essere vivente che prova caldo, sete, sofferenza, proprio come noi. La differenza è che lui non può aprire una finestra, non può versarsi dell’acqua, non può spostarsi all’ombra se la recinzione glielo impedisce. Dipende tutto da chi ha scelto di prendersene cura.

Le ordinanze di Terlizzi, Gioia del Colle, Noicattaro e degli altri Comuni pugliesi che stanno adottando provvedimenti simili sono un passo importante ma dovrebbero essere anche l’occasione per una riflessione più ampia, che vada oltre la paura della multa. Perché nessun proprietario dovrebbe aver bisogno di un’ordinanza per capire che lasciare un cane sotto il sole per ore, in piena estate, è un atto che può costargli la vita.

La vera civiltà di una comunità si misura anche da come tratta chi non può difendersi da solo e in questa torrida estate barese, quella misura passa anche da un balcone, da un po’ d’ombra, da una ciotola d’acqua sempre piena.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista

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