Il Palatour di Bitritto si prepara ad accogliere uno dei volti più amati dello spettacolo italiano. Martedì 14 e mercoledì 15 aprile, alle ore 21, Biagio Izzo sarà il protagonista de “L’arte della truffa”, una commedia brillante che indaga con ironia le fragilità umane e i compromessi morali.
Scritto a più mani da Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli e Augusto Fornari (che ne cura anche la regia), lo spettacolo arriva in Puglia forte di un cast affiatato che vede in scena, accanto a Izzo, Carla Ferraro, Roberto Giordano, Arduino Speranza, Ciro Pauciullo e Adele Vitale.
La trama ruota attorno a Gianmario, un uomo d’affari integerrimo e legato ad ambienti vaticani, la cui routine viene destabilizzata dall’arrivo del cognato Francesco, un truffatore professionista costretto agli arresti domiciliari proprio a casa della sorella.
Se inizialmente Gianmario teme per la propria reputazione, un improvviso tracollo finanziario ribalterà completamente la prospettiva: per salvarsi, l’uomo “per bene” si troverà costretto a ricorrere alle abilità poco ortodosse del cognato, trasformando la critica morale in una paradossale necessità di sopravvivenza.
L’allestimento si avvale delle scene di Massimo Comune e dei costumi di Federica Calabrese, con un disegno luci firmato da Luigi Raia che accompagna il ritmo serrato della narrazione.
Biagio Izzo conferma con questo lavoro la sua capacità di dar voce ai personaggi della tradizione partenopea contemporanea, portando sul palco quel mix di spontaneità e mimica che lo ha reso celebre sin dai tempi del cabaret e delle storiche collaborazioni con Vincenzo Salemme e i fratelli Vanzina.
Dalle esperienze cinematografiche ai successi televisivi in programmi come Zelig, Izzo mantiene una cifra stilistica diretta, capace di affrontare temi complessi — come l’ipocrisia sociale — attraverso la lente della risata. L’evento si preannuncia come uno dei momenti centrali della programmazione primaverile del Palatour, offrendo al pubblico una riflessione sulla sottile linea che separa la legalità dall’opportunismo, il tutto condito dall’energia tipica della commedia napoletana d’autore.

