Estate di emergenze e nuove prospettive per il carcere di Bari. La struttura penitenziaria, come molte altre in Italia, vive in questi mesi un banco di prova durissimo: caldo soffocante, sovraffollamento e spazi insufficienti rendono la quotidianità dei detenuti e il lavoro della polizia penitenziaria ancora più complessi.

A ribadire la necessità di interventi strutturali e sociali è stato il senatore Filippo Melchiorre, che ha fatto visita all’istituto penitenziario barese.

Melchiorre: “Il tempo in carcere non deve essere vuoto”

Se fuori si parla di vacanze e riposo, dentro il carcere il tempo rischia di diventare vuoto e insopportabile. Percorsi sociali, formativi e lavorativi diventano strumenti indispensabili per ridurre tensioni, prevenire conflitti e garantire maggiore sicurezza”, ha dichiarato il senatore.

Un messaggio chiaro, che si intreccia con la decisione del governo di investire in attività per i detenuti, così da alleggerire anche il lavoro quotidiano della polizia penitenziaria e degli operatori.

I fondi stanziati

Per il carcere di Bari sono stati destinati 3 milioni di euro, parte dei 12 milioni complessivi assegnati alla Puglia. Le risorse serviranno ad avviare progetti di inclusione socio-lavorativa, con corsi di formazione per panettieri e pasticceri e la ristrutturazione di nuove aree interne alla struttura.

Inoltre, è previsto un ulteriore stanziamento da 1,5 milioni di euro per riattivare l’ala che un tempo ospitava la sezione femminile, così da contribuire a ridurre l’emergenza sovraffollamento.

Il nodo sicurezza: cellulari in carcere

Accanto al tema delle condizioni di vita dei detenuti, Melchiorre ha sottolineato anche l’urgenza di affrontare la questione della sicurezza interna. “C’è un altro tema importante da affrontare: quello dei cellulari che arrivano nelle carceri. Dall’inizio del 2025 nel penitenziario di Bari ne sono stati sequestrati ottanta. In linea con le indicazioni della magistratura, sono allo studio nuove misure per contrastare con decisione l’uso illecito di questi strumenti”.

Reinserimento e sicurezza

Il carcere di Bari, dunque, si prepara a una stagione di interventi significativi che puntano non solo a migliorare la qualità della vita interna, ma anche a garantire più sicurezza. Un percorso che intreccia rieducazione, inclusione e rigore, nel segno di una giustizia che guarda al futuro con maggiore responsabilità sociale.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti al canale Whatsapp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ViviBari
Panoramica privacy

Leggi l'informativa.