Questa mattina l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, la presidente della cooperativa Gea Grazia Vulpis e la coordinatrice Federica Mastroviti hanno presentato i primi numeri del progetto “Famiglie senza Confini – Adulti”, promosso dall’assessorato comunale al Welfare, finanziato da Anci e realizzato dalla cooperativa Gea.

Ad oggi sono 91 le persone intercettate, 16 i beneficiari e 2 i progetti di coabitazione già avviati nell’ambito di questa iniziativa, finalizzata a mettere in contatto adulti stranieri in difficoltà e persone residenti a Bari e provincia, disponibili a mettersi in gioco e ad aiutare chi ne ha bisogno. Un progetto che vede coinvolte diverse figure professionali e che, dopo una serie di appuntamenti di sensibilizzazione svolti sul territorio, entrerà nel vivo il prossimo 14 febbraio con l’avvio dell’Accademia civica: si tratta di un ciclo di sette appuntamenti in programma il mercoledì, dalle ore 15.30 alle 19, fino al 27 marzo, rivolto agli operatori, al personale dei Municipi ma, soprattutto, alle famiglie accoglienti e alle persone che hanno deciso di dare una mano a un adulto straniero per piccole e grandi incombenze, con la finalità di favorire l’integrazione.

“Un progetto dal grande valore etico e che dopo sette mesi ha già dato i suoi frutti – ha spiegato Grazia Vulpis -. Si fonda sui baresi che sono pronti ad aprire le braccia agli altri, a dare una mano a chi ne ha bisogno, in questo caso adulti stranieri. Un processo mai banale e per nulla scontato che, però, ricalca la storia di Bari, fatta di accoglienza e inclusione.

Sono già quasi 100 le persone coinvolte, con un programma di coabitazione e mentoring già in essere: in più il progetto Famiglie senza Confini – Adulti farà un altro passo in avanti con l’Accademia civica. Il prossimo 14 febbraio, infatti, inizieremo un ciclo di incontri rivolto a operatori e famiglie accoglienti, per approfondire tutte le opportunità di questa iniziativa.

Una data non casuale che ci permetterà di avviare un percorso di crescita, personale, culturale e sociale, mettendo i partecipanti in condizione di guardarsi dentro e scoprire le proprie capacità di dare agli altri”.

Bari si è sempre dimostrata città accogliente e solidale, in ogni occasione possibile – ha commentato Francesca Bottalico -. Nel solco delle sfide promosse in questi anni, presentiamo alla città i primi risultati di un progetto nel quale abbiamo creduto sin dal principio e che per noi è molto importante, non tanto per i numeri registrati quanto per il messaggio culturale e l’educazione che porta con sé. Un ponte di mutuo sostegno tra persone, in particolare tra adulti migranti in arrivo in città, alla ricerca di una rete di sostegno, e la comunità di cittadini baresi disponibili ad accompagnare questo processo in un’ottica di welfare di comunità.

Persone sole o famiglie intere che in questi anni, attraverso avvisi pubblici, si sono resi disponibili ad accogliere in casa e nella propria vita persone particolarmente vulnerabili o ad accompagnarle in un percorso di autonomia e inclusione sociale, lavorativa e abitativa con il supporto di una equipe socio-psicologica e interculturale e di un sistema di azioni pubbliche promosse dall’assessorato al Welfare. Una sfida del welfare cittadino, già riconosciuta come buona prassi nazionale per il progetto sull’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e che da sette mesi è stata allargata agli adulti. Si consolida così l’esperienza di un welfare pubblico capace di investire sulle persone e sulla comunità creando forme generative di sostegno e mutuo aiuto”.

Nell’ambito del progetto “Famiglie senza Confini – Adulti” i cittadini possono offrire:

· attività di mentore: se si intende offrire il proprio tempo libero, è possibile diventare una guida per i beneficiari per accompagnarli nel loro percorso di inclusione sociale creando una relazione di fiducia

· ospitalità in coabitazione: accoglienza in casa e in famiglia, in base ai propri spazi e tempi, seppur per un periodo limitato di tempo

· immobile: disponibilità di un’abitazione per un periodo limitato di tempo.

Il costo del progetto, finanziato con fondi dell’8×1000 di ANCI cui si aggiunge un cofinanziamento del Comune di Bari, ammonta a 178mila euro (110mila euro per la gestione biennale e 68mila euro destinati alle famiglie accoglienti).

Pe ricevere informazioni sul progetto, ci si può rivolgere allo sportello attivo ogni mercoledì, dalle ore 15 alle 19, nella sede della cooperativa Gea in via Livatino 94.

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