Questa mattina al Museo Civico di Bari verrà presentato ufficialmente l’avvio del servizio affido familiare dei minori del Comune. Per un importo complessivo di € 159.048 per quattro anni, a gestirlo, ad esito di avviso pubblico, sarà la cooperativa sociale Gea che da anni si occupa della costruzione di percorsi di crescita psico-educativa e affettiva dei minori nonché di affido familiare.

In questi anni abbiamo lavorato molto per ampliare l’affido familiare sperimentando diverse azioni innovative, ad esempio con Famiglie senza confini che permette l’accoglienza di minori migranti non accompagnati – commenta Francesca Bottalico -. Ma siamo intervenuti anche a monte con una serie di interventi volti a qualificare e monitorare il servizio, costruire strumenti trasparenti e accompagnare le famiglie e gli adulti disponibili all’affido, come l’albo comunale per adulti e famiglie accoglienti che è diventato punto di riferimento anche per altri Comuni dell’area metropolitana. Dalla sua attivazione, infatti, in poco più di un anno abbiamo registrato la disponibilità di 236 famiglie affidatarie, oltre quelle che hanno manifestato il desiderio di accogliere i profughi ucraini. L’affido costituisce un impegno sociale e politico rilevante che permette di costruire nuovi legami e relazioni e può incidere concretamente sul benessere di bambini, adolescenti e adulti, innanzitutto attraverso un lavoro “educativo” con le famiglie d’origine e quelle affidatarie”.

La cooperativa Gea da anni persegue la mission di fornire sostegno alle fasce fragili della popolazione e, in particolar modo, al percorso di crescita in generale dei minori – dichiara la presidente della cooperativa Gea Grazia Vulpis -. Perciò siamo molto soddisfatti di poter proseguire con questa esperienza, una sfida che abbiamo voluto cogliere diversificando la nostra offerta professionale tramite l’introduzione di sperimentazioni molto interessanti“.

Il servizio, che prevede l’affido eterofamiliare, intrafamiliare, diurno eterofamiliare, mamma-bambino e l’accoglienza per minori stranieri non accompagnati e neo-maggiorenni stranieri residenti partecipanti al progetto “Famiglie Senza Confini”, si avvarrà della professionalità delle seguenti equipe:

·        ECA – Equipe Centrale Affido costituita da 1 assistente sociale, 1 profilo amministrativo e sei referenti dei servizi sociali- socio-educativi del Comune di Bari e dal coordinatore

·        EMFOM – Equipe Multidisciplinare Famiglie d’Origine e Minori costituita da 6 psicologi della cooperativa Gea e 1 assistente sociale referente per i Municipi o per l’ufficio Immigrazione di competenza e 1 psicologa del Consultorio

·        EMFA – Equipe Multidisciplinare Famiglia Affidataria costituita da 1 psicologa della cooperativa Gea, 1 assistente sociale della cooperativa Gea, 1 assistente sociale referente per i Municipi o per l’ufficio Immigrazione di competenza e 1 psicologa del Consultorio.

Con la nuova progettualità saranno introdotte anche delle tipologie di affido “sperimentali” pensate per rispondere adeguatamente a diversi contesti familiari. L’affido ponte, infatti, è pensato per i “care leavers”, ragazzi che, una volta maggiorenni, per motivi giudiziari vivono ancora al di fuori della famiglia d’origine, quindi senza affetti familiari, oppure per i giovani ancora minorenni per i quali l’autorità giudiziaria prevede un percorso di autonomia con allontanamento dalla famiglia. L’obiettivo è quello di costruire un progetto individualizzato in modo che il ragazzo possa costruire le basi per una crescita formativa e lavorativa fino ai 21 anni. In questo caso la famiglia “ponte”, dopo un periodo di conoscenza e condivisione delle risorse e delle difficoltà del ragazzo, dovrà sostenerlo nel percorso di formazione o di inserimento nel mondo del lavoro con l’aiuto di uno psicologo e di un assistente sociale.

Altra novità è rappresentata dall’affido “special needs” che nasce dalla necessità di contrastare l’abbandono di neonati e minori da 0 a 24 mesi. Questa modalità prevede un’accoglienza specifica in quanto assume una funzione determinante nella gestione della transizione familiare sia in caso di reinserimento nella famiglia di origine, sia in caso di inserimento in una nuova famiglia per coloro che rientreranno nel circuito d’adozione. La famiglia affidataria, quindi, dovrà fungere da esempio per i genitori biologici o adottivi del bambino e diventare un punto di riferimento per loro.

Infine, è previsto l’affido generazionale che rappresenta non solo un’occasione per anziani e giovani di condividere esperienze, ma diventa anche un modo per i ragazzi di sostenere l’autonomia e le capacità dei nonni. Gli psicologi del servizio verificheranno la fattibilità del progetto in equipe con il servizio sociale. Inoltre, al fine di costruire una rete sociale a tutela delle persone anziane, saranno coinvolte altre realtà, come i Centri servizi per le famiglie e il Centro sociale polivalente del Comune di Bari e l’Università della terza età, con i quali saranno organizzati laboratori intergenerazionali, incontri e iniziative a tema. Diverse anche le attività di supporto agli utenti, tra cui la costituzione di gruppi di mutuo aiuto e di parola, la mediazione familiare, la coordinazione genitoriale, co-parenting, la formazione di gruppi di sostegno e di lavoro per operatori, famiglie affidatarie e famiglie d’origine, sessioni di coaching in gruppo o in coppia e tutoring.

La nostra intervista alle responsabili della cooperativa

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