Il piatto piange, a sentire gli operatori del commercio, e la speranza è che almeno i saldi servano a ridare slancio ad un’economia in grande difficoltà. Si aprono ufficialmente dal 5 gennaio, e termineranno il 28 febbraio, con l’auspicio che diano ossigeno alle tante attività di Bari, dal centro alle periferie.
Secondo le previsioni la spesa pro capite sarà di 150 euro, solo piccole percentuali potranno permettersi un budget superiore. I saldi di fine stagione, anche se quest’anno l’inverno non è ancora arrivato, sono occasione per i clienti di acquistare quel capo o prodotto che aspettano da tanto ma anche per i commercianti di ravvivare le casse.
La crisi economica scaturita dalla pandemia è andata a sommarsi alle difficoltà ormai storiche del commercio. In particolare, ci si riferisce alla concorrenza spietata dei colossi del web. Sono imbattibili, infatti, dal punto di vista del prezzo e della comodità, perché si trovano prodotti e servizi a costi che un luogo fisico non può permettersi e la consegna a domicilio è una conquista del consumatore moderno, alla quale non rinuncia facilmente.
Tuttavia, il rapporto personale del cliente con il negoziante è decisivo soprattutto in alcuni settori come l’abbigliamento o la tecnologia. Difficile fare acquisiti online per vestiti che poi vanno provati addosso, magari vanno anche cambiati per tagli o colore. Tutto molto più pratico se si fa in negozio. Anche un settore ormai ai vertici della spesa, come quello tecnologico, ha bisogno di un supporto “umano”. Qualcuno che spieghi le caratteristiche tecniche di un personal computer o di uno smartphone, solo per fare esempi più noti. Dai soliti sondaggi e ricerche del periodo pare che gli italiani, per cominciare il 2022, acquisteranno soprattutto scarpe (47%). Seguono prodotti di maglieria (45%), capispalla (27%), capi di camiceria (26%), magliette e intimo (entrambi al 22%). Ma c’è anche un 15% in cerca di borse ed un 12% di altri accessori, dalle sciarpe alle cinture.
Che si tratti del negozietto di quartiere o di quello inserito in una galleria commerciale, l’auspicio dei negozianti, ma non solo, è che questi saldi segnino un segno positivo in grado di far riprendere quota all’economia reale. E’ bene sempre ricordarlo, gli effetti positivi tanto annunciati sui media da rappresentanti politici a tutti i livelli, hanno senso solo se si cominciano a vedere nella vita di tutti i giorni. Altrimenti rimangono indicatori economici a cui nessuno crede.

