Oggi e domani al teatro Piccinni di Bari andrà in scena “I sogni di Leonardo. L’uomo che intuì il volo” di Elisa Barucchieri con la compagnia ResExtensa, coreografie della stessa Barucchieri e di Giordano Orchi. Lo spettacolo in prima nazionale rientra nella programmazione della stagione del Comune di Bari, realizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

La parola può narrare il genio di Leonardo, ma sono il corpo e la luce che ne possono evocare la meraviglia e l’immensità. La creatività leonardiana, il suo infinito ricercare, capire, inventare, ispira uno spettacolo unico di forma e luce, movimento, danza tra aria e terra, per un momento di meraviglia in onore al grande visionario. Un’indagine coreografica su come “funzionava” la mente eccezionale di Leonardo da Vinci. Facendo costante riferimento agli appunti dello stesso Leonardo e alle testimonianze dei suoi contemporanei, Elisa Barucchieri, ha creato uno spettacolo che porta lo spettatore nella mente del genio.I processi creativi e cognitivi che generano l’intuizione e poi la creazione, quel suo lasciare i progetti incompiuti – spiega Barucchierisono stati la mia ispirazione“.

Scienza e danza s’incontrano sul palcoscenico: l’unicità di Leonardo è così reinterpretata alla luce delle neuroscienze e proposta figurativamente. Ambiti in apparenza lontani tra loro, come lontane tra loro erano, del resto, le discipline in cui Leonardo da Vinci raggiunse l’eccellenza. Le corrispondenze sono i luoghi simbolici della comunicazione, nei quali si rinnova l’aspirazione alla totalità del linguaggio. Un lavoro basato sulla profondità degli interpreti e sulla raffinatezza del gesto, più che sul virtuosismo. Espressione dell’energia e sintonia che c’è tra i danzatori e acrobati eccellenti della compagnia ResExtensa.

Le coreografie sono state pensate assieme a Giordano Orchi e alle mie assistenti storiche, Germana Raimondo, Lucia della Guardia e Teri Demma, che saranno lo spirito di Leonardo, il suo Pneuma, le sue Muse, le sue Moire”, spiega Barucchieri e aggiunge: “Ho conosciuto Giordano in India, lui curava le coreografie a terra e io le parti aeree, siamo diversi e complementari, questo ci permette di esplorare ancora di più la ricchezza del gesto danzato e la potenzialità della composizione coreutica“.

Un processo creativo, che si snoda fra multimedialità, la musica cruda e contemporanea di Gianvincenzo Cresta, suoni elettronici ed echi di musica rinascimentale.  Gianvincenzo Cresta è tra i compositori italiani contemporanei più operosi e ispirati. Le sue composizioni sono un esempio alto di fusione tra la musica antica e la musica sperimentale ed elettronica dei nostri giorni. Collabora stabilmente con la Francia e nel 2016 ha ottenuto il sostegno del Ministero della Cultura e Comunicazione francese per la scrittura di De l’Infinito per sei voci ed elettronica su testo di Giordano Bruno. Grande complice per tutta la creazione dello spettacolo, nell’incastro tra danza e tecnica, è il disegno luci di Stefano Limone, col quale Barucchieri lavora fianco a fianco da svariati anni. “Visionario e geniale nelle soluzioni”. Lo stesso vale per Leandro Summo, tra i più interessanti videomaker e creatori nel mondo delle nuove  tecnologie. Dietro questo spettacolo c’è una squadra professionale e creativa estremamente interessante, dunque. A questi nomi si aggiungono quelli dello scenografo Deni Bianco, maestro della grande tradizione della cartapesta pugliese di Putignano, la sua innovazione si sposa perfettamente con i costumi di Barbara Petrecca, nota già al mondo del teatro: hanno lasciato il segno le scenografie e i costumi creati da lei per Sonia Bergamasco, per Andrée Ruth Shammah, produzione Franco Parenti, e anche Guido De Monticelli.

Quella di Leonardo – conclude Barucchieri è stata una mente al servizio dell’armonia e noi proveremo a rivelarvela, in uno spettacolo in cui la meccanica sarà al servizio dell’uomo e della creazione“.

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