Bitonto ha reso omaggio, ancora una volta, al maestro Marco Vacca con la terza edizione della rassegna “La favola cinematografica”, appuntamento dedicato alla promozione del cinema come strumento educativo, culturale e sociale.
La manifestazione, inserita nel cartellone del Maggio Bitontino, ha coinvolto quasi quattrocento alunni e ha avuto tra i suoi momenti più significativi la presenza della regista Mariangela Barbanente, autrice del documentario “Proserpina e le altre”, proiettato in serata nell’auditorium “E. e A. De Gennaro”.
L’opera propone una riflessione sul modo in cui la violenza di genere è stata raccontata e rappresentata nelle opere d’arte nel corso dei secoli, partendo dalla figura mitologica di Proserpina, tra i soggetti più ricorrenti dell’iconografia classica.
«La violenza fa parte della vita. In questo documentario emerge come il racconto della violenza sul corpo delle donne abbia ragioni diverse», ha spiegato Barbanente nel dialogo con l’assessora ai Servizi sociali del Comune di Bitonto Lizia Dagostino, il presidente della Fondazione De Palo-Ungaro Nicola Pice, la direttrice della Galleria Nazionale della Puglia “G. e R. Devanna” Carla Scagliosi, la direttrice artistica del Cav “Io sono mia” Elisabetta Tonon e il giornalista Valentino Losito.
Al centro del confronto, il rapporto tra arte, memoria e consapevolezza. Secondo la regista, non si tratta di rimuovere le opere che raccontano soggetti difficili o scomodi, ma di fornire strumenti adeguati per comprenderle. «Con questo documentario ci siamo posti una domanda: come guardare queste opere con una consapevolezza diversa? Cosa deve fare un museo quando presenta queste opere? Non le può nascondere», ha osservato Barbanente.
Per la regista, la via da seguire è quella della contestualizzazione: permettere allo spettatore di interpretare ciò che osserva, riconoscendo insieme il valore artistico e la complessità dei temi rappresentati. In questo senso, ha richiamato anche il Ratto di Proserpina di Bernini, sottolineando come l’opera, pur raffigurando una violenza, restituisca per la prima volta una forte umanità alla figura di Proserpina, mostrandone il dolore e la sofferenza.
La proiezione serale ha concluso una giornata iniziata con il coinvolgimento degli alunni delle classi quinte delle scuole primarie di Bitonto. Le matinée hanno visto la partecipazione di 390 ragazzi, impegnati nella visione della serie di cortometraggi animati “Favole nostre”, dedicata ai miti e alle leggende della tradizione popolare di Taranto.
Dopo la proiezione, gli studenti hanno incontrato gli autori Gian Marco De Francisco, Domenico Sicolo e Benedetto Gemma, referenti per Aps Studio iltratto.com e Grafite – Scuola di Fumetto. Un momento pensato per avvicinare i più giovani al linguaggio audiovisivo, all’animazione e alla narrazione delle tradizioni popolari.
“La favola cinematografica” nasce con l’obiettivo di valorizzare la settima arte come strumento di istruzione e costruzione sociale sin dall’infanzia, raccogliendo l’eredità culturale lasciata da Marco Vacca, convinto sostenitore della funzione collettiva e formativa del cinema.
Patrocinata dal Comune di Bitonto, dalla Federazione Italiana Cineforum e dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo Puglia, la rassegna è frutto, per il terzo anno consecutivo, della collaborazione tra Università della Terza Età “Prof. Domenico Pastoressa”, di cui Vacca fu presidente, associazione culturale Just Imagine, Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto, Fondazione Museo De Palo Ungaro, associazione culturale Meo Romeo e istituto comprensivo Sylos – Scuola Don Milani, indirizzo musicale.
A questi partner si sono aggiunti, per l’edizione 2026, il Cav “Io sono mia” e la Libreria Hamelin. L’iniziativa si è avvalsa inoltre del sostegno di diverse realtà del territorio.
Con questa terza edizione, Bitonto conferma così il valore di una rassegna capace di unire memoria, cinema, scuola e impegno civile, offrendo occasioni di riflessione su temi complessi attraverso il linguaggio dell’arte e della narrazione.

