Prosegue al Teatro Piccinni di Bari la stagione teatrale 2025/26 Umano collettivo, promossa dal Comune di Bari in collaborazione con Puglia Culture, con due appuntamenti che mettono al centro il valore della memoria, il pensiero critico e la forza del teatro come strumento di lettura del presente.

Il primo evento è in programma lunedì 26 gennaio alle ore 11 con La memoria e il presente, un incontro speciale dedicato alle scuole e riservato agli studenti, con ingresso gratuito. Protagonista della mattinata sarà Anna Foa, storica e studiosa di fama internazionale, in un dialogo pensato per riflettere sul significato della Giornata della Memoria in un’epoca in cui le voci dei testimoni diretti della Shoah si fanno sempre più rare. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la casa editrice Laterza, invita a guardare alla memoria non come semplice commemorazione, ma come esercizio attivo capace di interrogare il presente e di offrire alle nuove generazioni strumenti per comprendere la storia, le persecuzioni naziste e le loro conseguenze nel mondo contemporaneo.

A partire da mercoledì 28 gennaio, il Teatro Piccinni accoglierà invece il pubblico serale con Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta, uno dei testi più celebri della tradizione comica napoletana, proposto in una nuova versione firmata da Leo Muscato. Lo spettacolo, interpretato da Gianfelice Imparato e prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale insieme alla Compagnia Mauri Sturno, andrà in scena fino a domenica 1 febbraio con repliche distribuite nell’arco della settimana.

La messinscena sposta l’azione agli inizi degli anni Ottanta, in un’Italia segnata dalla recente Legge Basaglia e dalla chiusura dei manicomi, trasformando la farsa originale in un racconto ancora più attuale. Tra equivoci, bugie e personaggi eccentrici, la storia mette in discussione il confine tra normalità e follia, mostrando come la fragilità umana diventi terreno fertile per comicità e riflessione. In questo contesto, la risata si intreccia a una lettura più profonda dei cambiamenti sociali, rendendo il classico di Scarpetta sorprendentemente vicino alla sensibilità contemporanea.

Con questi due appuntamenti, la stagione Umano collettivo conferma la propria vocazione a coniugare teatro, storia e coscienza civile, offrendo al pubblico barese occasioni di confronto che attraversano il passato per parlare al presente.

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