Il futuro dell’industria passa dal dialogo con il territorio e, soprattutto, dal coinvolgimento delle nuove generazioni. È questo il messaggio emerso con chiarezza dalla prima tappa di “Connessi – Dialoghi tra impresa e territorio per creare sviluppo”, l’iniziativa itinerante promossa da Confindustria Bari e BAT, che ha preso il via nella mattinata del 19 maggio 2026 al Teatro Comunale Luciani di Acquaviva delle Fonti.

Un appuntamento che ha visto la partecipazione di istituzioni, imprenditori e studenti, con una presenza significativa dei ragazzi dell’Istituto Colamonico, coinvolti direttamente in un confronto che ha messo al centro lavoro, formazione e prospettive future.

Un ponte tra industria e società civile

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“Connessi” nasce con un obiettivo preciso: avvicinare il mondo produttivo alla comunità, superando quella distanza – spesso percepita – tra industria e società civile.

A sottolinearlo è stato il presidente di Confindustria Bari-BAT, Mario Aprile, che ha aperto i lavori insieme al sindaco di Acquaviva, Marco Lenoci.

“’Connessi’ è un percorso nato con un obiettivo preciso: avvicinare le imprese alla società civile, alle istituzioni locali e, soprattutto, ai giovani. Vogliamo che i ragazzi guardino all’industria manifatturiera non come a un settore distante ma come a un loro potenziale e concreto sbocco professionale.”

Un messaggio chiaro, rivolto soprattutto ai più giovani, chiamati a riscoprire il valore della manifattura come opportunità concreta di crescita professionale.

Il ruolo dei giovani e il legame con il territorio

Proprio i giovani sono stati i protagonisti silenziosi ma centrali dell’incontro. La presenza degli studenti dell’Istituto Colamonico ha dato senso e concretezza al tema dell’iniziativa: costruire connessioni reali tra scuola e impresa.

A ribadirlo è stato il sindaco Marco Lenoci, che ha posto l’accento sulla necessità di creare opportunità sul territorio, evitando la fuga di talenti. “Il futuro è interamente nelle mani dei nostri giovani. Iniziative come questa servono a farli sentire vicini alla realtà territoriale, sia dal punto di vista sociale che economico. Non dobbiamo far passare il messaggio che per realizzarsi si debba per forza andar via: le storie di eccellenza ascoltate stamattina dimostrano che anche qui, nella nostra terra, si possono raggiungere risultati straordinari.”

Un passaggio che fotografa una delle sfide principali del Mezzogiorno: trattenere competenze e valorizzare le eccellenze locali.

La zona industriale al centro del dibattito

Tra i momenti più concreti dell’incontro, la relazione del vicesindaco e assessore alle Attività Produttive, Claudio Solazzo, che ha fatto il punto sullo stato della zona industriale di Acquaviva. Un intervento che ha evidenziato le prospettive di sviluppo, con particolare riferimento agli investimenti avviati dal Comune per l’ammodernamento delle infrastrutture.

L’obiettivo è rendere l’area industriale più competitiva, attrattiva per nuovi investimenti e in grado di sostenere la crescita delle imprese già presenti. Un passaggio fondamentale, considerando che la qualità delle infrastrutture rappresenta uno degli elementi chiave per lo sviluppo economico di un territorio.

Le imprese raccontano il successo

Accanto alle istituzioni, spazio anche alle testimonianze dirette delle imprese. Sul palco si sono alternati imprenditori che rappresentano esempi concreti di successo nel territorio, capaci di competere sui mercati nazionali e internazionali.

Tra questi, Dino Natale per Finlogic, realtà che negli anni ha costruito un percorso di crescita significativo, dimostrando come innovazione e radicamento territoriale possano convivere. Le testimonianze hanno avuto un impatto diretto sui giovani presenti in sala, offrendo esempi concreti di percorsi professionali possibili anche restando nel proprio territorio.

Sanità, università e sviluppo: il caso Miulli-LUM

Particolarmente significativo l’intervento di Vitangelo Dattoli, direttore sanitario dell’Ospedale Miulli, che ha aperto uno scenario importante sul fronte sanitario e formativo. Dattoli ha infatti annunciato il percorso che porterà il Miulli a diventare Policlinico, rafforzando il ruolo della struttura nel sistema sanitario regionale.

Ma non solo, è stata anche indicata una data precisa: giugno 2027, quando sono previsti i primi laureati in Medicina del dipartimento della LUM, che si avvale proprio della struttura acquavivese. Un passaggio che lega in modo diretto sanità, università e territorio, creando nuove opportunità per studenti e professionisti.

Un modello di sviluppo integrato

Il confronto ha evidenziato come lo sviluppo del territorio non possa essere affidato a singoli interventi ma debba basarsi su una visione integrata. Industria, formazione, sanità e istituzioni devono lavorare insieme, creando sinergie capaci di generare valore nel lungo periodo.

In questo senso, “Connessi” rappresenta un modello di dialogo che può contribuire a costruire strategie condivise, superando frammentazioni e logiche isolate.

Un percorso che continua

Quella di Acquaviva è solo la prima tappa di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi in altri centri del territorio. L’obiettivo è quello di portare il confronto direttamente nei luoghi, coinvolgendo comunità locali, imprese e giovani in un dialogo continuo.

Un approccio che punta a trasformare le idee in progetti concreti, mettendo al centro chi produce, investe e crede nello sviluppo del territorio.

La sfida: rendere attrattiva l’industria

Il messaggio finale che emerge dall’incontro è chiaro: l’industria manifatturiera deve tornare ad essere percepita come un’opportunità. Per farlo, servono investimenti, infrastrutture, formazione e, soprattutto, un racconto diverso, capace di valorizzare le eccellenze esistenti.

Acquaviva, con questa prima tappa di “Connessi”, ha dimostrato che il dialogo tra imprese e territorio è possibile. Ora la sfida è trasformare questo confronto in azioni concrete, capaci di generare lavoro, crescita e futuro.

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