Le elezioni amministrative del Comune di Triggiano si chiudono con un verdetto chiaro e, al tempo stesso, carico di incognite. Lunedì 26 maggio, al termine dello scrutinio, è emerso che nessun candidato ha raggiunto il 50%+1 dei voti: si andrà quindi al ballottaggio i prossimi 8 e 9 giugno tra i due più votati, Mauro Battista e Giuseppe “Pino” Toscano.
La partecipazione si è fermata al 57,18%, in calo rispetto al 61% della precedente tornata elettorale. Un dato che conferma la crescente disaffezione verso la politica locale, ma che non ha impedito di delineare uno scenario politico radicalmente mutato rispetto al passato.
I risultati: Battista in testa, Toscano in recupero, Cascarano ko
Il primo turno ha visto in testa Mauro Battista, sostenuto da cinque liste civiche, con 4.942 voti pari al 35,61%. Dietro di lui il candidato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Toscano, con 4.693 voti (33,82%). Terzo, e fuori dal ballottaggio, Michele Cascarano, sostenuto dal Partito Democratico e da forze di centrosinistra, attestato a 4.242 voti (30,57%).
Un risultato pesante per Cascarano, considerato tra i favoriti alla vigilia. L’esclusione del PD dal ballottaggio rappresenta una sconfitta politica rilevante per i democratici a livello locale, soprattutto in una città dove storicamente avevano avuto un ruolo centrale.
Un centrodestra assente e diviso
A pesare sul quadro complessivo anche l’assenza del centrodestra, rimasto fuori dalla competizione dopo il ritiro della candidatura del giornalista Onofrio D’Alesio. Il passo indietro è arrivato a seguito delle polemiche interne scatenate dall’annuncio della candidatura di Sandro Cataldo, marito dell’ex assessora regionale Anita Maurodinoia e coinvolto in un’inchiesta giudiziaria su un presunto caso di voto di scambio.
Il vuoto lasciato dal centrodestra ha ridisegnato gli equilibri elettorali, lasciando il campo libero a un confronto tra due visioni radicalmente diverse: da un lato il progetto civico di Battista, dall’altro la proposta del Movimento 5 Stelle, che a Triggiano ha trovato nuova linfa attraverso Toscano. A sostegno di quest’ultimo è arrivato anche Giuseppe Conte sul finire della campagna elettorale.
E ora? Il rebus degli elettori di Cascarano
Con il PD fuori dai giochi, resta da capire cosa faranno gli oltre quattromila elettori che hanno votato Cascarano al primo turno. Due sono le ipotesi più plausibili:
- Un orientamento verso Toscano, in linea con l’esperimento politico lanciato a livello regionale dal presidente Michele Emiliano, che ha tentato negli ultimi anni di integrare il Movimento 5 Stelle nella sua maggioranza;
- Oppure una convergenza silenziosa verso il progetto civico di Battista, percepito da molti come una figura di rottura con le logiche partitiche, capace di attrarre voti trasversali.
Molto dipenderà dai segnali che i protagonisti daranno nei prossimi giorni. Cascarano e il PD locale vorranno dare indicazioni ufficiali? Oppure lasceranno libertà di scelta al proprio elettorato?
Un secondo turno aperto
La sfida tra Battista e Toscano è ora tutta aperta. I due candidati sono separati da appena 249 voti, e il fattore affluenza potrebbe rivelarsi decisivo. Entrambi dovranno lavorare per allargare i consensi, parlando soprattutto a quell’area moderata e progressista che al primo turno si è divisa o si è astenuta.
In ogni caso, i prossimi 8 e 9 giugno Triggiano sarà chiamata a fare una scelta netta tra due modelli di amministrazione. Da una parte la visione civica, pragmatica e fuori dai partiti di Mauro Battista. Dall’altra quella partecipativa, identitaria e attenta alla legalità portata avanti da Pino Toscano e dal Movimento 5 Stelle.
