Toritto ha onorato il 33° anniversario della scomparsa dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tutte le vittime delle stragi mafiose, con un toccante evento dedicato alla riflessione sulla legalità, tenutosi il 23 maggio presso l’aula consiliare del Comune. 

L’iniziativa ha voluto celebrare il sacrificio sia dei due magistrati, vittime della mafia, che promuovere una cultura della legalità come pilastro fondamentale della vita quotidiana.

L’incontro, introdotto dalla docente Concetta Maria Sforza, ha visto gli interventi del sindaco Dioniso Rotunno e dell’assessore Marianna Scarangella. Il momento centrale dell’evento è stato il pregevole discorso del Dott. Angelo Fanizza, magistrato del TAR Lazio e Consigliere Legislativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha offerto spunti di riflessione profondi e attuali.

Il Dott. Fanizza ha esordito ricordando l’infanzia di Giovanni e Paolo, trascorsa giocando per le strade di Palermo, per poi sottolineare come le loro vite abbiano preso una direzione di impegno per la giustizia e la legalità, in netta contrapposizione a chi ha scelto il sentiero dell’illegalità. Un punto cruciale del suo discorso è stato il monito che la legalità non debba essere un’eccezione, un attributo che trasforma le persone in eroi o martiri, ma la normalità stessa.

Clicca qui per la tua comunicazione

Il magistrato ha ampiamente illustrato la necessità della legalità in ogni ambito umano: individuale, sociale e collettivo, evidenziando come essa debba permeare l’anima di ciascuno. Ha posto l’accento sul ruolo chiave della famiglia e della scuola come istituzioni centrali per la trasmissione di questi valori, e ha sottolineato che la pubblica amministrazione non deve essere percepita come l’unico soggetto garante della legalità, ma come un’entità in continua comunicazione e dialogo con i cittadini, parte attiva del sistema.

Il Dott. Fanizza ha enfatizzato l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni la grande eredità di Falcone e Borsellino, considerandola come un “seme” capace di produrre frutti abbondanti. Ha ribadito che la legalità assume grande importanza nella quotidianità, come stile di vita di ogni individuo all’interno della comunità.

Un punto di riflessione significativo è stato il richiamo alla mancanza di dialogo reale e interpersonale come fattore che spesso mina il rispetto della legalità. In un’epoca dominata dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, il magistrato ha sottolineato l’importanza di non dimenticare mai il contatto fisico e reale con l’altro. La legalità richiede anche la capacità di dialogo, anche attraverso i mezzi di comunicazione, in modo corretto.

Il Dott. Fanizza ha offerto numerosi spunti di riflessione, toccando con competenza e chiarezza varie tematiche inerenti la legalità in politica, nella giustizia, ma anche nello sport, nel volontariato, nell’associazionismo e in ogni percorso di vita. Il suo messaggio ha ribadito che il giusto ricordo di chi ha lottato, anche eroicamente, contro la mafia non deve restare una mera celebrazione, ma un incoraggiamento a non avere paura, sia a scegliere sempre la legalità che a saper denunciare atti illegali.

Con il suo intervento, il Dott. Fanizza ha lasciato un “seme di speranza” affinché la legalità possa essere coltivata, specialmente tra i giovani, e affinché le azioni quotidiane di tutti e le responsabilità di ogni cittadino possano permettere all’intera comunità di vivere la civiltà della legalità.

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ViviBari
Panoramica privacy

Leggi l'informativa.