Far rinascere il territorio partendo dai suoi spazi comuni. È questo lo spirito di “Semi di Bene”, il bando rivolto agli enti del terzo settore presentato questa mattina nella sala giunta del Comune di Bari. L’iniziativa, promossa dal Centro di Servizio al Volontariato (CSV) San Nicola ETS, punta a offrire risorse concrete alle associazioni capaci di trasformare immobili o aree urbane in centri vivi di partecipazione e inclusione.

Alla presentazione hanno preso parte la vicesindaca Giovanna Iacovone, la presidente e il direttore del CSV San Nicola, Rosa Franco e Alessandro Cobianchi, insieme ai referenti del partner bancario che sostiene economicamente il progetto.

Dalla struttura al laboratorio: gli obiettivi del bando

Il bando non mira a semplici interventi di ristrutturazione, ma alla creazione di hub generativi. L’idea è quella di premiare progetti che sappiano:

  • Attivare il protagonismo giovanile: Rendere i ragazzi attori principali della gestione degli spazi.
  • Rispondere alle fragilità: Creare presidi di assistenza e ascolto nelle zone più difficili dell’area metropolitana.
  • Sostenibilità nel tempo: Favorire modelli di gestione responsabile che garantiscano la vita dei progetti anche dopo il finanziamento iniziale.

Il valore della rete tra pubblico e privato sociale

La vicesindaca Iacovone ha sottolineato l’importanza di queste sinergie in un momento di contrazione delle risorse pubbliche: “Andiamo nella stessa direzione, consapevoli che la rigenerazione urbana deve viaggiare insieme a quella sociale per il benessere della comunità”.

Per Rosa Franco, presidente del CSV, il bando è una linfa vitale per il volontariato locale: “Vogliamo che la cittadinanza attiva diventi un’esperienza quotidiana. Sostenere questo progetto significa riconoscere il valore di chi dona il proprio tempo per rendere le città più umane”.

Un investimento sulla cura del territorio

I quattro progetti più significativi non riceveranno solo un contributo economico, ma saranno accompagnati in un percorso di co-progettazione. L’intento è quello di trasformare contesti urbani già esistenti o in fase di recupero in spazi dove creatività, assistenza e relazione umana possano intrecciarsi stabilmente.

“È una scelta di innovazione sociale che parte dal basso. Vogliamo valorizzare la capacità dei territori di rigenerarsi a partire da ciò che già esiste.”

È interessante notare come il focus si stia spostando dal “costruire il nuovo” al “riabitare l’esistente”. In un’area metropolitana vasta come quella di Bari, il rischio di avere contenitori vuoti o sottoutilizzati è alto, e affidarli al dinamismo del terzo settore sembra la via più logica per garantire che quei luoghi abbiano un’anima.

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