Nel giorno esatto in cui, tre secoli fa, si spegneva Alessandro Scarlatti, Monopoli apre le celebrazioni pugliesi dedicate al genio della scuola napoletana. Venerdì 24 ottobre, alle ore 20, nella Chiesa del Sacro Cuore, prende il via il trittico di concerti del progetto “Scarlatti AT 300”, inserito nell’ambito dell’N&B Mareterra Festival, che proseguirà poi a Fasano e Lecce nei giorni successivi.

Protagonisti della serata saranno Priska Comploi, raffinata interprete di flauto dolce e oboe barocco, e Gilberto Scordari, organista di fama internazionale e direttore artistico del festival. Entrambi formatisi nei più prestigiosi centri europei di musica antica – tra cui la Schola Cantorum Basiliensis – proporranno un viaggio sonoro tra le pagine più ispirate del barocco italiano ed europeo, con Scarlatti al centro della scena.

Il programma del concerto monopolitano si aprirà con la Toccata IX in sol maggiore per organo, cui seguirà la Sonata VII in re maggiore per flauto e organo, trascritta dallo stesso Scordari. A rendere ancora più ricco il percorso musicale saranno incursioni nel repertorio di autori coevi e, in alcuni casi, discepoli di Scarlatti, come Johann Adolf Hasse e Francesco Geminiani: della loro produzione verranno eseguite rispettivamente una Cantata per flauto in si bemolle maggiore e una Sonata per oboe in mi minore. Il concerto si chiuderà nel segno del Maestro palermitano con la Sonata IX in la minore, nuovamente elaborata per flauto e organo.

Il progetto “Scarlatti AT 300” vuole essere un omaggio a uno dei massimi protagonisti della musica barocca, autore di un corpus vastissimo che include più di seicento cantate e numerose opere sacre e teatrali. Scarlatti, nato a Palermo nel 1660 e formatosi a Roma, trascorse gran parte della sua carriera a Napoli, dove contribuì in modo decisivo a plasmare lo stile che avrebbe influenzato generazioni di compositori, da Pergolesi a Paisiello.

La tappa di Monopoli, realizzata in collaborazione con la Parrocchia del Sacro Cuore, rappresenta dunque non solo un momento di grande musica, ma anche un’occasione per riscoprire le radici culturali del Mediterraneo barocco, in una città che si affaccia su quel mare che univa – allora come oggi – le grandi rotte della cultura europea.

Un viaggio nel tempo, tra sacro e profano, nel nome di Scarlatti.

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