Può una storia salvare la vita? Ispirandosi al mito di Sherazade nelle Mille e una notte, l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” lancia un’iniziativa d’avanguardia che mette al centro il potere terapeutico dell’arte. Lunedì 30 marzo 2026, alle ore 15:30, l’Aula De Blasi della Scuola di Medicina (Policlinico) ospiterà il seminario inaugurale di “Raccontami una storia e resterai in vita”.

Il progetto di Public Engagement, coordinato dalla prof.ssa A. Chiara Scardicchio, nasce dall’incontro tra dipartimenti diversi (Medicina, Scienze Politiche e Studi Umanistici) per dimostrare scientificamente come la “Cultura” sia a tutti gli effetti uno strumento di “Cura”. Non si tratta solo di intrattenimento, ma di un modello di welfare culturale che coinvolge medici, studenti e cittadini in un percorso di trasformazione personale.

I laboratori: dall’ironia alla danza

Il cuore operativo del progetto prenderà vita tra metà aprile e fine maggio con una serie di laboratori gratuiti aperti alla cittadinanza e agli studenti:

  • “Ironia della Sorte”: laboratori di scrittura ironica condotti dall’esperta Stefania Marrone presso la Biblioteca De Gemmis.
  • Espressione e Consapevolezza Corporea: sessioni guidate dalla celebre coreografa Elisa Barucchieri negli spazi della Scuola di Medicina, per esplorare il linguaggio del corpo come veicolo di benessere.
  • Percorsi per specialisti: un modulo specifico sarà dedicato ai medici specializzandi in Rianimazione e Terapia Intensiva, figure costantemente esposte a situazioni di forte stress emotivo.

Una rete per il territorio

L’iniziativa gode di patrocini prestigiosi, tra cui l’Istituto Superiore di Sanità e la Società Italiana di Medicina Narrativa, e vede la collaborazione di Puglia Culture, ASL Bari e il Liceo Bianchi Dottula. L’obiettivo è trasformare le aule universitarie in spazi di sperimentazione sociale, dove il sapere accademico “esce” per incontrare i bisogni reali della comunità.

“Il progetto posiziona UniBa come un soggetto di cura culturale,” spiegano le docenti del comitato scientifico. “Incrociare ricerca e pratiche artistiche permette di potenziare la salute individuale e collettiva in modo innovativo”.

Il percorso si concluderà a giugno con un evento finale presso la Sala Murat, aperto a tutta la cittadinanza, per condividere i risultati di questa contaminazione tra scienza e bellezza.

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By Redazione Salute e Sanità

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